migliora il tuo vocabolario

Differenze tra dare l'esempio e fare un esempio

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Qualche settimana fa, un mio studente mi ha chiesto: “Mi dai un esempio?”. Se da una parte questo è il giusto atteggiamento per avanzare in un percorso di apprendimento linguistico, dall’altra non è il modo giusto per chiederlo.

Si tratta del risultato di una traduzione letterale dall’inglese: “Can you give me an example?” ed è sbagliato.

Quando non sai qualcosa e vuoi sapere come usare una parola, una regola grammaticale o qualsiasi altra cosa, chiedi: “Mi fai un esempio?”. E sarebbe meglio se tu aggiungessi anche “per favore”.

  • "Non ho capito, puoi farmi qualche esempio, per favore?"

    (I don’understand, can you give me some examples?)


“Dare un esempio” in Italiano significa qualcosa di diverso che può essere tradotto in Inglese come “set an example”. Si riferisce a comportamenti virtuosi.

  • Visto che sei più grande, dovresti dare l’esempio

    (Since you are the eldiest, you should set an example)


Molto simile è “Essere d’esempio”.

  • Il maestro deve essere d’esempio per i suoi studenti

    (The teacher should set an example for his students)


Rimanendo nella prospettiva della moralità, gli Italiani spesso dicono “Prendere esempio da qualcuno”, che significa “To take a leaf out of someone’s book”.

  • Potresti prendere esempio da Lucia

         (You could take a page out of Lucia’s book)

VUOI IMPARARE VELOCEMENTE? FAI IL PAPPAGALLO!

Imparare una nuova lingua è un percorso affascinante ma spesso lungo e tortuoso. Si tratta prima di tutto di una sfida con noi stessi, con la nostra memoria e con la nostra capacità di adattare il nostro pensiero a nuovi costrutti.

Quando ci troviamo di fronte a qualcosa che non conosciamo (che sia una lingua o una nuova abilità come decorare con il decoupage) il modo più veloce per padroneggiarla non è fare appello alla nostra creatività ma piuttosto al nostro istinto emulativo.  Perciò non abbiate paura di essere accusati di plagio: copiate, imitate e ripetete quanto volete imparare fino a quando non lo avrete fatto vostro. In poche parole, fate i pappagalli!

IL MODO MIGLIORE PER PRENDERE NOTA ED ALLENARE LA TUA MEMORIA

Una volta era il taccuino moleskine, una penna, la curiosità di appuntare le parole nuove e la costanza di ripeterle nei momenti liberi. Ma in quanto animali digitali, vi consiglierò di conservare curiosità e costanza e buttare carta e penna. Su Google play e in App store trovate un’app semplice, intuitiva e particolarmente adatta agli aspiranti pappagalli moderni: Teach Pablo.

CREA E CONDIVIDI LE TUE LISTE DI PAROLE GRATIS

Teach Pablo è un’app gratuita che consente a chiunque di prender nota di parole ed espressioni nuove sul proprio smartphone. È come avere con sé il proprio taccuino ma senza la seccatura di portarlo in tasca. Ma non solo. È la logica del semplice esercizio di memoria arricchita con qualche optional: oltre a scrivere la parola e la sua traduzione, è anche possibile registrare un breve audio per ricordarne la pronuncia e, inoltre, è possibile decidere se

1 - studiare da soli;

2 – condividere le proprie liste con un compagno o un insegnante che lavori assieme a noi alla costruzione e al miglioramento della lista;

3 - condividere la propria lista come contenuto bloccato (e questo è utile soprattutto per insegnanti o tutor).

MA BASTA IL LESSICO PER IMPARARE UNA LINGUA?

Certo che no. Il lessico costituisce solo una delle tante competenze che dobbiamo acquisire per riuscire ad avanzare nell’apprendimento linguistico. Tuttavia, esercitare la memoria a ricordare parole e frasi rappresenta un passaggio fondamentale se non centrale. Parafrasando Stephen Krashen, quando si va in un paese straniero si porta con sé un vocabolario, non certo un libro di grammatica.

E SE NON SAI DA DOVE COMINCIARE

Teach Pablo consente un’elevata personalizzazione ma se non sai da dove cominciare o semplicemente vuoi avere delle liste di vocabolario base che ti aiutino a cavartela nelle varie situazioni, dai un’occhiata al materiale che ho preparato per te. Liste bell’e pronte suddivise per contesti comunicativi e livello di conoscenza con tanto di pronuncia italiana originale e inglese. Facile, no?