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Il Palio di Ribusa, evento medievale nell’affascinante borgo di Stilo in Calabria

Have you ever heard the word Palio? Do you know what it means? If you know it for the Palio of Siena, you must know that it describes an horse race but it literally means “embroided tapestry given as a prize”. In its earliest use, the word Palio referred to the prize for the race’s winner; from there it came to refer to the entire joust. Well, in this blogpost I’ll give you some information about The Palio of Ribusa, an historical reenactment that is held each year in Stilo, Calabria.
Palio di Ribusa. 

Palio di Ribusa. 

Quando si parla di Palio, inutile dirlo, la prima cosa che viene in mente è Siena, la corsa a cavallo in Piazza del Campo e la competizione tra le Contrade. Ma se quella della cittadina toscana è la giostra cavalleresca più famosa d’Italia, altre decine di rievocazioni medievali culminanti in gare e giochi vengono messe in scena da nord a sud dello Stivale. Se vi piace il genere, queste manifestazioni costituiscono delle occasioni perfette per conoscere borghi e tradizioni di tante Regioni italiane.


GLOSSARIO

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Giochi equestri del Palio di Ribusa

Giochi equestri del Palio di Ribusa

Da oltre vent’anni in Calabria, nel piccolo ma caratteristico borgo di Stilo (a ragione inserito nel circuito de “I Borghi più belli d’Italia”) si rinnova la prima domenica di agosto la tradizione del Palio di Ribusa, una competizione che affonda le sue radici nel 1600. A quell’epoca, la corsa a cavallo si svolgeva il 22 aprile, in omaggio a San Giorgio che ancora oggi è il Santo protettore della cittadina, e costituiva la cerimonia di apertura dell’omonima Fiera. La Fiera di Ribusa era un'antica esposizione annuale per il commercio agricolo e di bestiame che prende il nome da quello di un feudo, “Ribusa” appunto, che letteralmente vuol dire “pieno di rovi”. Era un momento importante della vita di contadini, allevatori e mercanti della Contea di Stilo e dei suoi Casali in quanto consentiva la compravendita o il baratto di qualsiasi tipo di mercanzia al di fuori delle imposizioni dei feudatari.

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Oggi il mercato rivive scenograficamente nelle viuzze del borgo dove è possibile trovare, durante i giorni della rievocazione storica, botteghe e banchetti che vendono piccoli prodotti di artigianato e preparazioni della gastronomia locale (polpette di melanzane, arancini, frittelle di vari tipi, salsicce, ecc.). L’atmosfera storica si può respirare nei vari angoli del borgo sia per la suggestione dei vicoli illuminati dalle torce sia per gli spettacoli di saltimbanchi, giocolieri e fachiri che li affollano.

Veduta di Stilo dall'alto

Veduta di Stilo dall'alto

Il Palio si svolge nell’unica struttura moderna di questo piccolo paese arroccato al Monte Consolino ed è il momento conclusivo di una manifestazione che comincia al tramonto e mette insieme una parata in costumi d’epoca, giochi equestri, spettacoli di fuoco, esibizioni di sbandieratori e falconieri. Per contrastare l’afa, ottima è la granita di limone venduta in tutti i bar del borgo.

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La Giostra dell’Anello vede contrapporsi i rappresentanti di Stilo con quelli degli antichi Casali della Contea e cioè Camini, Guardavalle, Pazzano, Riace e Stignano. La festa non si conclude comunque qui, ma prosegue fino alla mezzanotte per i vicoli e le piazzette del borgo con la messinscena di altri spettacoli ed esibizioni e la possibilità di indugiare nei banchetti dei cartomanti o vedere da vicino falchi, barbagianni e serpenti protagonisti del precedente corteo storico. Da non perdere lo spettacolo teatrale con fiamme, luci e musiche, interpretato dai trampolieri nelle fasi finali della serata in Piazza San Giovanni. Questo piccolo tuffo nel passato si conclude con uno spettacolo pirotecnico dalla Rocca

Se vuoi saperne di più, consulta il programma ufficiale qui.

Lingua, arte e cultura. La passione per l'Italiano spiegata dalla giovane Saloni Gandhi.

Saloni Gandhi

La prima cosa che ho pensato quando ho incontrato Saloni è stata: è così giovane! E mi sono chiesta quanta esperienza potesse avere in fatto di apprendimento linguistico. Ero un po' scettica ma stavo sbagliando. Saloni è una giovane ragazza molto speciale. Non solo parla Italiano veramente molto bene ma ha anche molto da raccontare. Questo è il motivo per cui quest'intervista è un po' più lunga del solito. Goditela e se sei curioso di conoscere qualcosa di più di Salone visita il suo blog.

So che sei che hai una Laurea in lingue. Come mai hai scelto Francese e Italiano per la tua carriera accademica?

È una storia interessante! Dopo i miei Board Examinations (si tratta dei corrispondenti indiani degli Esami di maturità italiani, ndr), non sapevo cosa fare. Visto che ero abbastanza portata per gli studi, la maggior parte delle persone pensavano che avrei optato per corsi di studio scientifici e sarei diventata un ingegnere o un dottore. In realtà quella è l’ultima cosa che potresti vedermi fare adesso.

Ho solo pensato di provare un percorso accademico differente e ho scelto Arte. Così, durante lo Junior College, ho studiato Francese oltre alle materie più teoriche come Economia, Psicologia, ecc. Sfortunatamente all’inizio ho solo cercato di raggiungere la sufficienza per passare l’esame di Francese ogni semestre fino a quando non ho incontrato una persona che insegnava Francese. Ho preso lezioni da quest’insegnante per 4-5 mesi. Non so dire quando ho cominciato ad amare la lingua ma in quei 5 mesi i miei punteggi sono passati da 40s a 90s, e non scherzo! È stato in quel momento che ho deciso di proseguire la mia carriera accademica con una laurea in Lingua Francese.

Quando sono andata all’Università di Mumbai per l’ammissione, mi è stato chiesto di scegliere un’ulteriore lingua straniera. Avevo pensato di scegliere Spagnolo perché avrei avuto buone prospettive di carriera ma per qualche motivo non potevo. Alcuni studenti prossimi alla Laurea mi consigliarono di prendere Italiano e mi dissero che all’Università c’era un docente madrelingua e che mi sarebbe piaciuto molto impararlo. Mi dissero anche che la seconda lingua non era importante quanto la prima ma, onestamente, la seconda lingua, l’Italiano, ha fatto tutta la differenza.

Saloni Gandhi

Ho semplicemente amato il modo in cui era insegnato dal professore Italiano all’Università di Mumbai. Lui ci mostrava spesso video sul cibo, sui luoghi turistici, sui gesti, insomma sulla cultura italiana. Infine, ho cominciato ad apprezzare le lezioni di Italiano più di quelle di Francese. Quindi posso dire di non aver scelto io di studiare queste due lingue ma penso che siano loro ad avere scelto me.

Leggendo la About page del tuo blog, una frase ha catturato la mia attenzione: “I miei studi non si sono focalizzati solo sulle competenze di lettura, ascolto e comunicazione; ma anche su la storia dei Paesi dall’Antichità al periodo contemporaneo e sui vari movimenti letterari e artistici”. Secondo te, quanto è importante imparare la cultura assieme al linguaggio che stai studiando?

È possibile immaginare la lingua Italiana senza “La Commedia” di Dante? Un capolavoro che sintetizza tutte le ideologie e la conoscenza del periodo medievale in un misto di dialetto e registro formale. Sebbene il Rinascimento nacque in Italia, ha poi condizionato tutti i Paesi europei. Nel Nord Italia si usa il "Lei" nelle situazioni formali ma in Sud Italia spesso si usa il “Voi” negli stessi contesti, a causa dell’influenza francese, sebbene sia un’usanza che sta scomparendo. Perciò vedi: cultura, storia, arte, letteratura e linguaggio sono interconnessi. Vanno di pari passo.

Alcuni studenti di lingue si rifiutano di abbracciare la cultura della lingua che stanno studiando e conseguentemente devono deliberatamente mettere più impegno per capire la lingua stessa. E alla fine apprendono meccanicamente le parole e la grammatica.

Apprendere la cultura è quasi inevitabile. Per esempio, la cultura brilla attraverso i proverbi. In Inglese “touch wood” (letteralmente “toccare legno”) è detto per evitare la sfortuna quando parli della tua buona sorte mentre gli Italiani dicono “toccare ferro”.

Saloni Gandhi

 

Inoltre, in Italia ci sono tanti dialetti come il Toscano, Il Veneziano, il Siciliano, Il Napoletano, Il Calabrese, ecc quante sono le aree geografiche. Io sono rimasta molto sorpresa di sentire un fiorentino pronunciare Coca Cola come hoha hola, con il suono aspirato al posto della “c”.

Dunque per apprezzare il linguaggio è importante tuffarsi nella cultura che sta dietro quel linguaggio. Ci fa realizzare che il modo in cui vediamo le cose non è il solo modo di percepirle.

Cosa ti piace di più della cultura Italiana?

Ho sempre apprezzato l’arte e l’architettura Italiana. È una delle migliori al mondo. Nonostante abbia studiato e abbia avuto la possibilità di apprezzare in prima persona le opera d’arte di vari movimenti, i miei preferiti su tutti rimangono il Barocco e il Rinascimento. Ho studiato le opere d’arte di Michelangelo Merisi il Caravaggio e di Leonardo Da Vinci già dai giorni di scuola. Infatti, prima di studiare l’Italiano e conoscere qualcosa in più della cultura italiana conoscevo solo questi due artisti (e la pizza!). Ho letto “Caravaggio Segreto” e “Leonardo Segreto”, di Costantino D’Orazio. Durante I miei studi universitari ho guardato un film basato sulla vita di Caravaggio, diretto da Angelo Longoni, che mi ha lasciato senza parole. Di solito guardo anche una serie tv fantasy storica, diretta da David Goyer, che racconta la giovinezza di Leonardo Da Vinci. Non smette mai di divertirmi!

Sei stata in Italia come studentessa. So che hai seguito corsi in due delle più importanti Università per Stranieri: Siena e Perugia. Raccontaci la tua esperienza.

Si, sono le più prestigiose Università italiane. Sono stata a Siena per quasi un mese nell’Agosto del 2013, quando ho vinto una borsa di studio per ottenere il Livello B2 presso l’Università di Siena. Dunque, ho trascorso circa 4 mesi a Perugia mentre studiavo per il Livello C2 all’Università per Stranieri. Mi sento privilegiata per aver fatto parte di così importanti Università dove persone di tutto il mondo vanno per studiare Italiano.

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Quando ero ancora molto giovane, queste esperienze mi hanno dato l’opportunità non solo di capire la cultura e lo stile di vita Italiano ma anche di conoscere la cultura di altri paesi e, inoltre, di esprimere la ricchezza culturale del paese da cui provengo.

Oltre a migliorare le mie competenze comunicative quando scrivo o parlo con una persona di un altro paese, ho potuto guardare l’Italia da una prospettiva ravvicinata. Studiare una nuova lingua di prima mano, connettermi con le persone e ascoltare le loro storie è stato fonte di immenso piacere. Ha contribuito ad espandere i miei orizzonti e mi ha fatto vedere il mondo in un altro modo.

Se dovessi parlare delle città, Siena è più turistica mentre Perugia è a misura di studente. Entrambe le città hanno la loro unicità. I ricordi più rilevanti che ho, sono aver assistito al Palio di Siena e aver partecipato al grande concerto di Radio Subasio a Perugia.

Qual è la tua parola italiana preferita e perché?

Arrangiarsi. Secondo me la vita non è correre dietro qualcosa che non abbiamo, ma è quello che facciamo con quello che abbiamo. È molto importante essere pieni di risorse e saper lavorare con quello che si ha soprattutto nei momenti di difficoltà.

Durante l’ultimo periodo mi sono resa conto che molti Indiani mostrano un grande interesse per l’Italia. Solo una curiosità: puoi spiegarmi perché?

Italiani e Indiani sono come due piselli nello stesso baccello. Abbiamo molto in comune quando si parla di storia, arte, cibo, religione e valori familiari.

Inoltre, questi due paesi si integrano molto bene. Il Governo Italiano ha iniziato alcuni programmi per far sì che informatici indiani possono contribuire al settore informatico italiano. Ho notato anche che molti Nord Indiani lavorano in Italia nel campo del commercio o della ristorazione.

I popoli stanno adesso iniziando a integrarsi uno nello stile di vita dell’altro apprezzando le somiglianze e rispettando le differenze.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Grazie per questa opportunità! Sono onorata di essere intervistata per The Italian MIdday. Stai facendo un gran lavoro! TI auguro tutto il meglio per i tuoi sforzi futuri e spero di vederti presto in Italia.

203 Travel Challenges in Italia. Intervista con la travel blogger Maria Angelova

Maria Angelova è uno dei fondatori del sito 203challenges.com e la sua caporedattrice. Si definisce come “un disastro viaggiante attorno al mondo”. Io penso invece sia una blogger talentuosa e amo le sue descrizioni accurate. Ha vissuto in Italia per un po’ e le ho chiesto di raccontarci qualcosa della sua esperienza italiana.

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Alcune piccole città in Italia sono reperti rari - interi mondi con incredibili storie e segreti!
— Maria Angelova, 5 Unique Little Towns in Italy for True Explorers

Mi è molto piaciuto il post “5 unique little towns in Italy for true explorers” (Cinque piccole e uniche città in Italia per veri esploratori). Chiunque nel mondo conosce Roma, Firenze o Napoli ma c’è molto da vedere lungo lo Stivale. Come consideri queste gemme nascoste dell’Italia?

Come chiunque abbia vissuto in una piccola città per un po’, le trovo molto differenti. In una piccola città quasi nessuno parla Inglese ma la gente è più disponibile ad aiutarti. Non c’è un centro turistico ufficiale ma chi ci vive vorrà mostrarti i posti migliori e raccontarti le interessanti storie che li riguardano. Non ci sono ristoranti famosi ma il tuo vicino potrebbe invitarti per una cena e insegnarti come preparare il Tiramisu perfetto.

Concentriamoci sul linguaggio. So che hai vissuto in Italia per 6 mesi. Quando ti sei trasferita in Italia, conoscevi un po’ di Italiano? Hai avuto qualche problema a comunicare con i residenti? Se hai studiato Italiano, qual è la cosa più difficile da imparare?

La prima volta che ho messo piede in Italia, sapevo dire solo “Buongiorno” e “Grazie” ma vivere in una piccola città lontana dai circuiti turistici mi ha aiutato molto nella mia missione di imparare l’Italiano. Semplicemente non avevo scelta. I miei professori di Università erano gentili e comprensivi, il mio padrone di casa era amichevole, e tutte le anziane signore provavano a spiegarmi qualcosa di importante. Tutti sono stati parte del mio processo di apprendimento. Vivere in Abruzzo è il motivo per cui ho imparato subito un po’ di dialetto ma questa è la parte migliore della lingua italiana: tutti questi suoni e queste parole differenti. Viaggi per il paese e scopri nuovi modi di dire la stessa cosa.

Maria in Thiesi, Sardinia.

Maria in Thiesi, Sardinia.

L’Italia accoglie milioni di turisti ogni anno, ma non ti aspettare che gli Italiani parlino Inglese. Prima di andare è meglio annotarsi alcune frasi utili in Italiano. Gli Italiani sono sinceramente lusingati quando un visitatore straniero fa lo sforzo di parlare la loro lingua e ti apriranno il loro cuore.
— Maria Angelova, 222 Honest Travel Tips for Italy

Seguendo lo spirito del tuo sito, qual è la più grande sfida che hai affrontato in Italia?

L’Italia è il paese dove puoi mettere in atto le tue idee più folli e sarai sempre sorpresa del risultato. Il mio amore per l’Italia è sbocciato nel 2009 e la mia più grande sfida (perché dura tutta la vita) è visitarla ogni singolo anno della mia vita. Finora, l’ho fatto per otto anni di seguito.

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C’è qualcosa che vuoi aggiungere?

Voglio esortare tutti quelli che mi leggeranno a scoprire una storia meravigliosa nel loro prossimo viaggio (un’affascinante legenda locale, la storia del macellaio di una piccola città, o la storia del proprio pittore preferito che può essere utilizzata come prossimo itinerario di viaggio).

 

LE 3 CARATTERISTICHE CHE TI RENDONO LO STUDENTE DI LINGUE IDEALE

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Pensiamo tutti che il momento migliore per imparare una lingua straniera sia da bambini. Ma quanto c’è di vero in questa affermazione? E come gestire l’apprendimento di una lingua straniera da adulti?

Si può imparare ad ogni età.

È indubbio il fatto che l’esposizione ad una lingua straniera prima dei dieci anni conduca a un tasso di successo molto alto. Ma a questa affermazione bisogna far seguire una serie di considerazioni. Prima di tutto va rilevato come la ricerca neurolinguistica, negli ultimi anni, abbia evidenziato il fatto che non esiste un’età in cui è impossibile apprendere una nuova lingua. Per quanto il cervello dell’uomo si modifichi col passare degli anni, esso è sempre in grado di apprendere un nuovo sistema linguistico. Anzi, le fasi intermedie di apprendimento di una nuova lingua sono le stesse indipendentemente dall’età e dalla L1.

Detto questo, è chiaro che rimangono alcune importanti differenze. Ma non sono solo a vantaggio dei più piccoli. Vediamo quali sono le caratteristiche che rendono un adulto l’apprendente ideale:

1) Velocità di apprendimento.

Tra i luoghi comuni più diffusi, c’è quello che vuole i bambini più veloci nell’imparare una nuova lingua. In realtà, gli studi hanno condotto a un risultato quasi opposto. I bambini raggiungono livelli più elevati di competenza in periodi più prolungati di esposizione alla L2 ma, sul breve periodo, vengono facilmente superati dagli adulti. Che vuol dire? Vuol dire che se mettiamo a contatto con una lingua straniera un bambino e un adulto, vedremo che l’adulto sarà in grado di raggiungere più velocemente un livello base. E questo perché potrà fare affidamento a un maggiore complessità cognitiva e a una maggiore consapevolezza linguistica. Sembra assurdo ma è così. D’altra parte quando parliamo di persone bilingui, consideriamo persone che sono esposte a due sistemi linguistici dalla nascita fino alla maturazione, e quindi persone che hanno un periodo di contatto con la lingua straniera per 15/16 anni o anche di più. Mettiamo il caso di un bambino che viene a contatto con la lingua straniera per un paio di anni al massimo: facciamo dai sei agli otto anni. Siamo sicuri che ricorderà di più di quanto non possa ricordare un adulto che studia una lingua per due anni?

2) Non c’è solo la pronuncia.

Sappiamo tutti ed è impossibile negare quanto un bambino sia in grado di acquisire l’apparato fonologico di una lingua. Tutti gli studi dimostrano che la fonologia è l’aspetto più sensibile all’età dell’apprendente: esiste una soglia temporale dopo la quale risulta difficile acquisire la pronuncia nativa di una seconda lingua. Ma dobbiamo tenere in considerazione due aspetti. Il primo è che è più difficile ma non impossibile. Il secondo è che non esiste solo la pronuncia. Il fatto di non riuscire a camuffare il proprio accento non incide sulla nostra capacità di comunicare nella L2. Anzi, non so voi ma io guardo con molta simpatia a chi sfoggia il proprio accento inglese, o spagnolo, o altro mentre parla Italiano. Io stessa, seppur non me ne renda conto, sono sicura di parlare Inglese con un marcato accento italiano. Il fatto è: chi se ne frega! Fa parte della mia identità, non me ne vergogno. Al contrario mi dà molto fastidio quando mi accorgo di aver detto male qualche parola, o aver fatto errori grammaticali (e ne faccio, oh sì se ne faccio!). Ma ecco la buona notizia: secondo la psicolinguistica moderna la morfologia, la sintassi e il lessico vengono acquisiti a tutte le età e spesso anche con più successo negli adulti. Se poi a questo aggiungiamo il fatto che in la pronuncia dell'Italiano sia molto semplice da imparare...

3) La motivazione.

Opera

Opera

Per ottenere buoni risultati, si sa, occorre essere motivati. E in questo gli adulti non possono che avere una marcia in più. I bambini sono avvantaggiati solo quando la L2 è appresa in contesto naturale: si trasferiscono in un nuovo paese e si trovano a parlare due lingue: una in casa e l’altra a scuola. Sono mossi dal desiderio di interagire con il gruppo dei pari. Non percepiscono invece l’utilità o l’importanza di conoscere una o più lingue straniere quando non sono posti di fronte a una necessità di socializzazione e imparano altre lingue per scelta dei genitori o perché previste dal curriculo scolastico. Per un adulto la situazione è diversa. Un adulto impara l’italiano per rispondere a una ragione specifica che conosce bene e che sarà alla base di tutti i suoi progressi. Per quanto io sia convinta che si tratti sempre di un bisogno e mai solo di un piacere. Non si studia Italiano solo perché è una lingua musicale ma perché abbiamo in progetto di trasferirci in Italia; o perché abbiamo origini italiane e siamo affascinati dalla lingua e dalla cultura dei nostri nonni: o ancora perché siamo appassionati di cucina o di musica lirica e l’Italiano ci serve per “saperne di più”. La lingua è sempre un mezzo. Non impareremmo una nuova lingua se la nostra ci consentisse di fare tutto quello che vogliamo.

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Vantaggi dell'apprendimento linguistico

Quando si spinge per iniziare lo studio di una lingua sin da bambini non è perché poi non si possa più imparare ma perché ci sono alcune competenze che, se coltivate già da piccoli, possono essere portati a livelli di competenza maggiore con meno fatica.

Detto questo, non ha senso mettere come punto di arrivo il parlante nativo ideale. Considerate che, per esempio, in Italia quasi nessuno ha una pronuncia perfetta. Giusto i professionisti della comunicazione: giornalisti radio o tv e gli attori. Tutti gli altri portano con sé il proprio accento regionale. Quando si impara una lingua straniera da adulti, si tiene ben presente la propria identità e si arricchiscono le competenze linguistiche in modo da interagire, viaggiare, creare relazioni, conoscere il mondo.

Ogni nuova L2 con la quale si entra in contatto (anche a livelli molto bassi) consente di migliorare il sistema linguistico nel suo complesso, con risvolti positivi anche per la propria lingua madre. Nessuno sforzo è sprecato, anche se non porta a padroneggiare pienamente la lingua che si è scelto di apprendere.

La lingua è qualcosa che ha bisogno di una pratica quotidiana. Ovviamente primi si comincia, migliori risultati si ottengono ma ancor più dell’età in cui si comincia ad imparare ha importanza il non mollare.

Caffè sospeso, caffè solidale

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Sai cosa vuol dire “caffè sospeso”? L’idea è nata a Napoli. In sostanza è un modo per offrire in modo anonimo un caffè a qualcuno che non può permettersi di pagarlo. Quando entri in un bar, puoi decidere di pagare un caffè per te e uno da tenere in sospeso per qualcuno che ne ha bisogno. Grazie ai social network, molti bar in giro per il mondo hanno aderito all’iniziativa di solidarietà.

In questo video, Denise Lawson spiega perché ha voluto introdurre questa usanza nella sua libreria nel Regno Unito.

L’intervista è in italiano ma puoi scaricare qui la trascrizione.