Calabria

Otto cose da sapere prima di visitare la Calabria

Street Art in Diamante (CS)

Street Art in Diamante (CS)

Stai pensando di visitare la Calabria? Mi sembra una grande idea! Questa Regione è uno dei tesori nascosti dell'Italia. Non ci sono molte informazioni sulla Calabria in rete e le guide turistiche più popolari si limitano a menzionare la Sila, Tropea, i Bronzi di Riace a Reggio Calabria e pochi altri posti. Nonostante ciò la Calabria non aspetta altro di essere scoperta e se ne è accorto anche il New York Times che l'ha inserita tra le 52 mete da non perdere nel 2017. Perciò non farti scoraggiare dall'assenza o quasi di informazioni: una grande tradizione culinaria, spiagge paradisiache e una natura selvaggia ti stanno aspettando.

Non dove ma come

Mi propongo di condividere molti consigli di viaggio in questo blog ma oggi non voglio dirti "dove" ma "come". Ci sono alcuni aspetti della cultura e del popolo calabrese che sarebbe interessante conoscere prima di visitare la punta dello Stivale. Vediamoli insieme:

La spiaggia della Marinella a Palmi (RC)

La spiaggia della Marinella a Palmi (RC)

1. La Calabria non è molto turistica, non aspettarti di trovare i servizi tipici dei grandi alberghi. Dovrai vivere come un abitante del posto.

2. Impara qualche frase in Italiano. Ne avrai bisogno perché in Calabria solo poca gente parla Inglese. Nei paesi più piccoli e tra le persone più adulte anche l'Italiano è parlato raramente. Il dialetto è spesso la madrelingua. Al contempo, però, la gente è molto amichevole e proverà a capirti e ad aiutarti in qualsiasi modo.

3. Non preoccuparti se la gente ti fissa. È molto probabile che tu non stia facendo nulla di sbagliato. I Calabresi sono curiosi. Tendono ad osservare le cose e la gente, soprattutto quando si tratta di qualcosa o qualcuno di nuovo. È uno strano aspetto della cultura calabrese ed è più comune nelle persone più anziane. Quindi, se ti capita di incrociare lo sguardo con qualcuno e lui continua a fissarti, semplicemente guarda altrove e fai come se niente fosse.

4. I saluti sono importanti. È uso comune dire Buongiorno o Buonasera a chiunque quando si entra in un negozio, in un bar, un ascensore o in qualsiasi altra parte. Allo stesso modo è considerata una regola di buona educazione dire qualcosa come Arrivederci quando si va via. Se vuoi saperne di più leggi questo post.

5. Non spaventarti, se la gente parla ad alta voce. Non sono arrabbiati. Si tratta di uno stereotipo ma, in fondo, è abbastanza vero. Gli Italiani, soprattutto quelli del Sud, gridano e gesticolano molto. È un modo per enfatizzare le emozioni e mostrare tutta la musicalità del linguaggio. I comportamenti violenti qui sono veramente molto rari anche se sembra come se l'intero Paese sia abitato da gente arrabbiata. Non preoccuparti e divertiti.

6. I trasporti pubblici non sono granché. Puoi usare il treno per spostarti da una città all'altra ma il modo migliore per scoprire la Calabria è con la macchina. Ci sono molti posti interessanti come spiagge, sentieri da trekking, borghi storici che possono essere raggiunti solo con l'automobile. Tieni pronte la patente e la carta di credito: ne avrai bisogno per noleggiare una macchina.

Diversi tipi di salame calabrese

Diversi tipi di salame calabrese

7. La cucina calabrese fa ampio uso di vegetali come melanzane e peperoni. Tuttavia, se sei vegetariano, qualcuno potrebbe guardarti con sorpresa. Questo perché i Calabresi amano molto mangiare pesce come lo stoccafisso o il pescespada e sono golosissimi di carne, soprattutto di maiale che è cucinato e conservato in molti modi differenti: nduja, soppressate, salsiccie, ecc.

8. Accertati sempre di avere con te del contante. Puoi usare la carta di credito per pagare al supermercato, ma non per fare shopping nei mercati locali o nei negozi più piccoli. La Calabria è piena di botteghe dove puoi trovare di tutto. Qui solitamente puoi pagare solamente in contanti, così come nei bar o nelle rosticcerie, tipici takeaway italiani dove puoi acquistare pizza, calzoni o arancini. ecc.

Food in Italy outside the well-traveled regions.
Some of the best meals in Italy aren’t found in Rome or Tuscany, but from the southern region of Calabria. The toe of Italy’s boot is making a name for itself in food and wine circles, led by places like Ristorante Dattilo, Ristorante Ruris in Isola Capo Rizzuto and Antonio Abbruzzino in Catanzaro. Known for spicy dishes and much of the world’s supply of bergamot, Calabria is pivoting toward lighter fare, organic farming and wine made from local grapes.
— Danielle Pergament. New York Times

Detto questo, ci sono diversi tipi di itinerari che è possibile seguire per accontentare ogni tipo di visitatore. Il New York Times ha posto l'accento sulla qualità del cibo ma non resterai deluso neanche dagli altri aspetti. La Calabria è una terra ricca di storia e di tradizioni ed ha un patrimonio naturalistico d'eccezione grazie alla vicinanza di mare e montagna. Quindi cosa stai aspettando?

La gemma nascosta di Pentedattilo nella punta dello Stivale

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La cima composita di Monte Calvario si scorge già dalla ss 106, all’altezza di Melito Porto Salvo, praticamente dal mare. Costeggiando la fiumara di Annà e cominciando a salire, però, gli scorci diventano molto più interessanti e non si può che rimanere ammirati di fronte a un paese incastonato tra le dita di una gigantesca mano di pietra. Quasi a picco sul panorama mozzafiato dello Stretto di Messina, il borgo è tutto rivolto verso la vicina Sicilia e sembra davvero sorretto sul palmo di una mano che spunta dalla terra per proteggerlo e tenerlo in bella mostra.

Cinque dita di pietra

Il paesaggio è da cartolina. Chiunque con una buona macchina fotografica può tornare a casa con scatti suggestivi del borgo il cui fascino è già nel nome: Pentedattilo, ovvero pente daktylos, dal greco cinque dita. Ma se il panorama entusiasma, una passeggiata tra i vicoletti con le case che sorgono a ridosso della roccia arenaria e si fanno spazio in mezzo a una rigogliosa vegetazione risulta ancor più evocativa. Ciò che colpisce sono i numerosi fichi d’india, le rocce dalle forme insolite che spuntano ovunque e spesso sovrastano le case. Il paese è un paese fantasma. Abbandonato a partire dall’Ottocento, conserva intatto tutto il suo fascino.

Una piccola città fantasma dalla lunga storia

Seppur oggi disabitato, Pentedattilo ha alle spalle una lunga storia. Il paese, infatti, ha origini greche non solo nel nome. È stato fondato intorno al 600 a.C. ed era una colonia calcidese. Successivamente, è stato un fortino di controllo sulla fiumara Sant’Elia, che rappresentava un accesso alla parte alta dell’Aspromonte. Dal 1660 in poi, invece, è diventato patrimonio di famiglie nobiliari che se ne passavano il feudo in compravendite o eredità.

La mano del diavolo

Nel Settecento il paese fu sconvolto da una vicenda sanguinaria nota come la strage degli Alberti, epilogo cruento dello scontro tra due nobili famiglie che, tra spose promesse e nozze mancate, lasciarono alla spada il compito di metter fine alle loro antiche rivalità. Da questa storia, raccontata nel romanzo di Andrea Cantadori “La Tragedia di Pentidattilo”, hanno preso il via numerose leggende: le cinque dita di pietra che incorniciano il paese vengono spesso indicate come “la mano del diavolo”, a causa del sangue che in mezzo ad esse è scorso a fiumi. Ancora oggi il borgo è protagonista di storie di fantasmi che attraverso la voce del vento reclamerebbero giustizia.

Il terremoto del 1783 determinò l’inizio di uno spopolamento continuato negli anni successivi fino al completo abbandono del paese. Dei vecchi fasti rimangono tracce nei ruderi del Castello, nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo e in quella della Candelora. Un altro aspetto che fa di  Pentedattilo un posto assolutamente da visitare è il panorama ampissimo.  In un solo sguardo si riesce a osservare la vallata con il letto del fiume, lo Stretto di Messina e in fondo la Sicilia.

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Riscoprire la città fantasma

Le bellezze naturalistiche, il fascino storico e leggendario che avvolge il piccolo borgo arroccato hanno, fortunatamente, determinato negli ultimi anni l’avvio di numerose iniziative da parte di associazioni culturali volte a far rinascere Pentedattilo. Ogni anno a fine luglio, da qui parte, infatti, il “Paleariza”, festival di musica internazionale nei luoghi della calabria grecanica (http://www.paleariza.it ). Interessante è poi il Pentadattilo film festival, concorso internazionale di cortometraggi che, dal 2006, offre la possibilità di sfruttare la scenografia naturale della “mano del diavolo” a cineasti provenienti da tutto il mondo (http://www.pentedattilofilmfestival.net/ ).