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Lingua, arte e cultura. La passione per l'Italiano spiegata dalla giovane Saloni Gandhi.

Saloni Gandhi

La prima cosa che ho pensato quando ho incontrato Saloni è stata: è così giovane! E mi sono chiesta quanta esperienza potesse avere in fatto di apprendimento linguistico. Ero un po' scettica ma stavo sbagliando. Saloni è una giovane ragazza molto speciale. Non solo parla Italiano veramente molto bene ma ha anche molto da raccontare. Questo è il motivo per cui quest'intervista è un po' più lunga del solito. Goditela e se sei curioso di conoscere qualcosa di più di Salone visita il suo blog.

So che sei che hai una Laurea in lingue. Come mai hai scelto Francese e Italiano per la tua carriera accademica?

È una storia interessante! Dopo i miei Board Examinations (si tratta dei corrispondenti indiani degli Esami di maturità italiani, ndr), non sapevo cosa fare. Visto che ero abbastanza portata per gli studi, la maggior parte delle persone pensavano che avrei optato per corsi di studio scientifici e sarei diventata un ingegnere o un dottore. In realtà quella è l’ultima cosa che potresti vedermi fare adesso.

Ho solo pensato di provare un percorso accademico differente e ho scelto Arte. Così, durante lo Junior College, ho studiato Francese oltre alle materie più teoriche come Economia, Psicologia, ecc. Sfortunatamente all’inizio ho solo cercato di raggiungere la sufficienza per passare l’esame di Francese ogni semestre fino a quando non ho incontrato una persona che insegnava Francese. Ho preso lezioni da quest’insegnante per 4-5 mesi. Non so dire quando ho cominciato ad amare la lingua ma in quei 5 mesi i miei punteggi sono passati da 40s a 90s, e non scherzo! È stato in quel momento che ho deciso di proseguire la mia carriera accademica con una laurea in Lingua Francese.

Quando sono andata all’Università di Mumbai per l’ammissione, mi è stato chiesto di scegliere un’ulteriore lingua straniera. Avevo pensato di scegliere Spagnolo perché avrei avuto buone prospettive di carriera ma per qualche motivo non potevo. Alcuni studenti prossimi alla Laurea mi consigliarono di prendere Italiano e mi dissero che all’Università c’era un docente madrelingua e che mi sarebbe piaciuto molto impararlo. Mi dissero anche che la seconda lingua non era importante quanto la prima ma, onestamente, la seconda lingua, l’Italiano, ha fatto tutta la differenza.

Saloni Gandhi

Ho semplicemente amato il modo in cui era insegnato dal professore Italiano all’Università di Mumbai. Lui ci mostrava spesso video sul cibo, sui luoghi turistici, sui gesti, insomma sulla cultura italiana. Infine, ho cominciato ad apprezzare le lezioni di Italiano più di quelle di Francese. Quindi posso dire di non aver scelto io di studiare queste due lingue ma penso che siano loro ad avere scelto me.

Leggendo la About page del tuo blog, una frase ha catturato la mia attenzione: “I miei studi non si sono focalizzati solo sulle competenze di lettura, ascolto e comunicazione; ma anche su la storia dei Paesi dall’Antichità al periodo contemporaneo e sui vari movimenti letterari e artistici”. Secondo te, quanto è importante imparare la cultura assieme al linguaggio che stai studiando?

È possibile immaginare la lingua Italiana senza “La Commedia” di Dante? Un capolavoro che sintetizza tutte le ideologie e la conoscenza del periodo medievale in un misto di dialetto e registro formale. Sebbene il Rinascimento nacque in Italia, ha poi condizionato tutti i Paesi europei. Nel Nord Italia si usa il "Lei" nelle situazioni formali ma in Sud Italia spesso si usa il “Voi” negli stessi contesti, a causa dell’influenza francese, sebbene sia un’usanza che sta scomparendo. Perciò vedi: cultura, storia, arte, letteratura e linguaggio sono interconnessi. Vanno di pari passo.

Alcuni studenti di lingue si rifiutano di abbracciare la cultura della lingua che stanno studiando e conseguentemente devono deliberatamente mettere più impegno per capire la lingua stessa. E alla fine apprendono meccanicamente le parole e la grammatica.

Apprendere la cultura è quasi inevitabile. Per esempio, la cultura brilla attraverso i proverbi. In Inglese “touch wood” (letteralmente “toccare legno”) è detto per evitare la sfortuna quando parli della tua buona sorte mentre gli Italiani dicono “toccare ferro”.

Saloni Gandhi

 

Inoltre, in Italia ci sono tanti dialetti come il Toscano, Il Veneziano, il Siciliano, Il Napoletano, Il Calabrese, ecc quante sono le aree geografiche. Io sono rimasta molto sorpresa di sentire un fiorentino pronunciare Coca Cola come hoha hola, con il suono aspirato al posto della “c”.

Dunque per apprezzare il linguaggio è importante tuffarsi nella cultura che sta dietro quel linguaggio. Ci fa realizzare che il modo in cui vediamo le cose non è il solo modo di percepirle.

Cosa ti piace di più della cultura Italiana?

Ho sempre apprezzato l’arte e l’architettura Italiana. È una delle migliori al mondo. Nonostante abbia studiato e abbia avuto la possibilità di apprezzare in prima persona le opera d’arte di vari movimenti, i miei preferiti su tutti rimangono il Barocco e il Rinascimento. Ho studiato le opere d’arte di Michelangelo Merisi il Caravaggio e di Leonardo Da Vinci già dai giorni di scuola. Infatti, prima di studiare l’Italiano e conoscere qualcosa in più della cultura italiana conoscevo solo questi due artisti (e la pizza!). Ho letto “Caravaggio Segreto” e “Leonardo Segreto”, di Costantino D’Orazio. Durante I miei studi universitari ho guardato un film basato sulla vita di Caravaggio, diretto da Angelo Longoni, che mi ha lasciato senza parole. Di solito guardo anche una serie tv fantasy storica, diretta da David Goyer, che racconta la giovinezza di Leonardo Da Vinci. Non smette mai di divertirmi!

Sei stata in Italia come studentessa. So che hai seguito corsi in due delle più importanti Università per Stranieri: Siena e Perugia. Raccontaci la tua esperienza.

Si, sono le più prestigiose Università italiane. Sono stata a Siena per quasi un mese nell’Agosto del 2013, quando ho vinto una borsa di studio per ottenere il Livello B2 presso l’Università di Siena. Dunque, ho trascorso circa 4 mesi a Perugia mentre studiavo per il Livello C2 all’Università per Stranieri. Mi sento privilegiata per aver fatto parte di così importanti Università dove persone di tutto il mondo vanno per studiare Italiano.

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Quando ero ancora molto giovane, queste esperienze mi hanno dato l’opportunità non solo di capire la cultura e lo stile di vita Italiano ma anche di conoscere la cultura di altri paesi e, inoltre, di esprimere la ricchezza culturale del paese da cui provengo.

Oltre a migliorare le mie competenze comunicative quando scrivo o parlo con una persona di un altro paese, ho potuto guardare l’Italia da una prospettiva ravvicinata. Studiare una nuova lingua di prima mano, connettermi con le persone e ascoltare le loro storie è stato fonte di immenso piacere. Ha contribuito ad espandere i miei orizzonti e mi ha fatto vedere il mondo in un altro modo.

Se dovessi parlare delle città, Siena è più turistica mentre Perugia è a misura di studente. Entrambe le città hanno la loro unicità. I ricordi più rilevanti che ho, sono aver assistito al Palio di Siena e aver partecipato al grande concerto di Radio Subasio a Perugia.

Qual è la tua parola italiana preferita e perché?

Arrangiarsi. Secondo me la vita non è correre dietro qualcosa che non abbiamo, ma è quello che facciamo con quello che abbiamo. È molto importante essere pieni di risorse e saper lavorare con quello che si ha soprattutto nei momenti di difficoltà.

Durante l’ultimo periodo mi sono resa conto che molti Indiani mostrano un grande interesse per l’Italia. Solo una curiosità: puoi spiegarmi perché?

Italiani e Indiani sono come due piselli nello stesso baccello. Abbiamo molto in comune quando si parla di storia, arte, cibo, religione e valori familiari.

Inoltre, questi due paesi si integrano molto bene. Il Governo Italiano ha iniziato alcuni programmi per far sì che informatici indiani possono contribuire al settore informatico italiano. Ho notato anche che molti Nord Indiani lavorano in Italia nel campo del commercio o della ristorazione.

I popoli stanno adesso iniziando a integrarsi uno nello stile di vita dell’altro apprezzando le somiglianze e rispettando le differenze.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Grazie per questa opportunità! Sono onorata di essere intervistata per The Italian MIdday. Stai facendo un gran lavoro! TI auguro tutto il meglio per i tuoi sforzi futuri e spero di vederti presto in Italia.

Scoprire il vero te stesso in Italia. Intervista con la Life Coach Sophie Charlotte

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Sophie Charlotte è il tipo di persona che può esserti d’ispirazione quando sei a un punto fermo e sei pronto a mollare. La sua storia è uno stimolante mix di coraggio, determinazione e spirito di avventura. Sophie ha fatto quello che tutti si limitano a sognare di fare: ha lasciato la sua "zona di sicurezza" in Olanda per fare quello che voleva veramente. Trasferirsi in Italia è stato un passo importante in questo processo. Sei curioso di sapere perchè?

Con il tuo lavoro aiuti le donne ad abbandonare la loro comfort zone e a vivere finalmente il loro sogno di vivere in Italia. Secondo la tua esperienza di life coach, di cosa hanno paura?

L’insicurezza che trasferirsi all’estero comporta. Lasci tutto quello che conosci e di cui sei estremamente annoiata e ti lanci in un mondo totalmente nuovo che, sì, ti eccita ma ti spaventa a morte perché è tutto nuovo. Io aiuto i miei clienti a trovare un equilibrio interno per affrontare questa nuova avventura offrendo un solido supporto pratico e mentale per gestire paure, ansie, preoccupazioni e la sensazione di essere sopraffatti.

Nel 2010 hai superato la tua paura e ti sei trasferita in Italia. Adesso la tua vita è quella che ti aspettavi?

Si, lo è. Sono riuscita a superare alcuni disturbi d’ansia seguendo il mio sogno di trasferirmi a Firenze! E cosa mi aspettavo? Dunque, mi aspettavo semplicemente di stare bene. Che è il motivo per cui mi sono trasferita qui; perché l’Italia mi ha fatto sempre sentire bene – e ci riesce ancora. Quindi sì, la mia vita in Italia è quella che mi aspettavo ma è diventata anche molto di più. Ho scoperto parti di me che non sapevo di avere, come essere un vera donna in carriera e avere la capacità di connettere le persone in molti sensi. Ho fatto molti lavori differenti come insegnare Inglese, fare da interprete, scrivere e infine anche avviare una mia propria attività come life coach. È tutto così bello!


Learning a new language is hard because it’s not just remembering words and grammar structures, but actually learning to read – and listen – in between the lines. When Italians say: “certo, ci sentiamo presto!” you’ll probably never hear from them again. Or when they start using formal structures all of a sudden you know you’ve pissed them off. You don’t know that when you’re thinking “what Lei (she) is she talking about?” when you don’t know that Lei is the formal version of you in Italian. And many other funny tiny little massively important things like those.
— Sophie Charlotte - How to make life in Florence work

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Quando scrivi della tua vita e della tua attività di coaching, usi una parola che ha solleticato la mia curiosità: rinascimento. Con questa parola vuoi far riferimento ad una rinascita e hai deciso di reinventare te stessa a Firenze, che è anche dove il Rinascimento (inteso come movimento culturale) è nato. C’è una qualche connessione tra te e la città?

Assolutamente! Sento molto di più di quello che pensavo a Firenze e aiuto altre donne creative, sensibili e forse in qualche modo “perse” a venire qui e reinventarsi. Le aiuto a fiorire, esattamente come ho fatto io quando ho permesso a me stessa di essere quello che realmente sono. Firenze è come una grande madre che ti abbraccia e ti spinge ad essere quello che sei veramente. È un sentimento molto speciale che molte persone che si sono trasferite qui hanno avuto modo di sperimentare.

In che modo Firenze ti è stata d’ispirazione?

MI ha ispirato ad essere più femminile, a mostrare la mia bellezza, a essere orgogliosa di me, a esprimermi, a essere calorosa, generosa e gentile. A prendere la vita come viene e adabbandonarmi all’abbondanza che c’è qui e a cui dobbiamo solo aprire la porta. Mi ha ispirato ad essere me, ad essere l’espansiva introversa che realmente sono e a connettermi con le persone.  

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L’Italia è un paese piccolo e complesso. Ogni città, ogni regione ha la sua anima. Sei stata in altre città italiane? Quale ti ha conquistato?

Ho vissuto a Piombino per tre mesi insegnando Inglese a bambini italiani della scuola secondaria. Era una deliziosa e piccola città sul mare ma onestamente mi sono annoiata a un certo punto e ho deciso di trasferirmi a Firenze. È stato quando ho realizzato perché amavo l’Italia così tanto. Firenze rappresenta  tutto quello che amo dell’Italia: bellezza, buon cibo, il linguaggio, il clima. Amo la mentalità fiorentina. Gli altri Italiani dicono che sono un po’ chiusi ma io rispondo sempre: “qual è il tuo modo di approcciarli?”. Io parlo con chiunque e conosco così tanta gente qui che mi sembra un piccolo villaggio. Che è quello che realmente è!

So che sei appassionata di lingue e che hai insegnato Inglese come lingua straniera. In che modo ti sei accostata all'apprendimento dell’Italiano? Hai studiato Italiano prima di trasferirti in Italia?

Si, amo ogni cosa sia collegata alle lingue e Inglese e Italiano sono le mie lingue preferite. Ho seguito due corsi di Italiano in Olanda e ho fatto un corso di due settimane a Firenze. Quindi ho studiato qui per cinque mesi mentre lavoravo ad una scuola come segretaria. Si è trattato di una vera immersione totale. Imparare una nuova lingua è come buttarsi continuamente. Hai bisogno di osare e fare errori perché questo è il modo in cui riuscirai a comunicare alla fine. Sii disposto a metterti in ridicolo e andrai avanti. Quando adesso insegno Inglese, faccio molta attività di coaching nel farlo. Il 50% è conoscenza linguistica, il 50% è il coraggio di parlare.

Qual è la tua parola italiana preferita e perché?

Ni. Quale altra lingua ha una parola per dire contemporaneamente no e si? Rappresenta tutte le possibilità che ci sono in Italia; non è mai solo bianco o nero. Questo potrebbe essere visto come qualcosa di negativo ma io ci voglio vedere solo l’aspetto positivo e intenderlo come un tratto di flessibilità che noi stressati nordeuropei potremmo davvero imparare a gestire.

C’è qualcosa che vuoi aggiungere?

Che sono per la positività e per mettere insieme le donne in modo che possano fare amicizia, condividere le loro storie e promuovere quello che le appassiona. Lo faccio nel mio gruppo The YES Woman e durante i nostri incontri a Firenze. Unisciti al gruppo se pensi che sia d’ispirazione. Inoltre, una prima sessione con me è sempre gratuita. Se stai considerando di trasferirti in Italia ma ti senti bloccato dai “se” e dai “come” e hai bisogno di un supporto pratico e mentale per fare il salto, contattami qui.

Grazie e buona fortuna con il tuo grande e coraggioso sogno di lanciare la tua scuola di Italiano. Niente è impossibile.

Solo per veri appassionati. Intervista con la blogger Ishita Sood

La prima cosa di cui ci si rende conto leggendo il sito www.ishitasood.com è che la sua fondatrice è “un’amante di tutte le cose italiane”. Lo stesso nome del blog Italophilia la dice lunga su Ishita. Come italiana sono molto curiosa di capire cosa l’ha fatta innamorare così dell’Italia. Scopriamolo insieme.

So che non sei una semplice turista ma dividi il tuo tempo tra l’Italia e l’India. Com’è scoppiato questo amore per l’Italia?

Ciao Emanuela! Io vengo dall’India e lavoro a Delhi. La mia storia d’amore con l’Italia è cominciata molti anni fa quando l’ho visitata per la prima volta. Ho sentito immediatamente una connessione con il paese, la cultura e la gente. Dopo allora, non ci sono stati ripensamenti. Visitare l’Italia è il mio obiettivo di ogni anno e di ogni qualvolta sia possibile.

Normalmente quanto tempo trascorri in Italia? Pianifichi di visitare città diverse ogni volta o soggiorni sempre nella stessa città e da qui ti sposti per visitare altri posti lungo lo Stivale?

Di solito mi fermo tre settimane, sebbene il mio viaggio più breve sia stato di 5 giorni nel 2016 per il Festival della Letteratura di Mantova. Mi sono offerta volontaria per quei cinque giorni e ho esplorato l’Austria e l’Ungheria subito dopo. Normalmente provo a vedere due nuove città in ogni viaggio. Non faccio viaggi affrettati. Di solito scelgo bei posti dove posso godere della vita locale e assaggiare buon cibo.


When I am in Italy, I love to observe the locals and catch a few extra words for my Italian vocabulary. I try to talk to anyone I can especially the Barista at the bar. Italians usually are a friendly and curious bunch of people and will make you feel comfortable.
— Ishita Sood - Italy Travel: Things to Know

Nel 2015 hai deciso di imparare l’Italiano. Secondo la tua esperienza, quale metodo può risultare più efficace?


L’Italiano è tutta un’altra storia per me perché la mia madrelingua, l’Hindi, non ci assomiglia in alcun modo. Ma durante gli ultimi mesi ho capito che il modo migliore per imparare una lingua sia parlarla più spesso, anche con sé stessi. Inoltre, guardare film italiani e ascoltare musica può rivelarsi molto utile. In qualche modo non mi accorgo nemmeno di conoscere i testi delle canzoni ma ascoltarle ripetutamente mi aiuta molto, oltre ai metodi di studio più tradizionali.

C’è una frase nel tuo blog che mi ha fatto sorridere: “L’Italia è un paese pieno di gente meravigliosa, fanno di tutto pur di aiutarti. Mi è capitato tante volte di essere aiutata da un completo estraneo per piccole o grandi cose. Questo è ciò che rende il viaggio memorabile e fa sì che tu voglia continuare a tornarci”. Puoi raccontarci uno di questi aneddoti?

Infatti è così e uno di questi aneddoti che porterò con me per sempre è legato alla mia esperienza di viaggio da Orvieto a Perugia. Ero stata bloccata da due uomini malintenzionati e interessati alla mia valigia e ai miei averi alla stazione di Orvieto. Per fortuna però ero riuscita ad allontanarmi e avevo trovato rifugio con una coppia che stava seduta dentro la stazione. Il mio treno era in ritardo di un’ora e io ero preoccupata ma quella coppia di Italiani rimase con me per tutto il tempo. Non conoscevano l’inglese ma in qualche modo riuscivano a capirmi e si assicurarono che potessi raggiungere Perugia in sicurezza. Mi aiutarono con il mio viaggio, fecero in modo di sedersi accanto a me in treno, mi fornirono i numeri dei taxi e addirittura scesero dal treno per salutarmi e assicurarsi che non fossi spaventata. Se non fosse stato per loro, avrei potuto trovarmi in un pasticcio. È così bello incontrare Italiani gentili!

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Sei una lettrice avida e nel tuo blog hai elencato alcuni libri Italiani che consideri assolutamente da leggere. Quanto pensi sia utile la letteratura per conoscere la cultura Italiana?

Leggere è qualcosa che mi viene naturale. Leggo da quando sono molto giovane, forse 3 o 4 anni. Quindi, negli ultimi anni, ho privilegiato letture sulla cultura italiana o libri scritti da autori italiani. La letteratura ispira enormemente la cultura a aiuta il lettore a capire una società molto più profondamente. Ci sono alcuni aspetti dello stile di vita italiano che anche una persona che non è stata in Italia può conoscere. Per esempio, un autore può far riferimento al preparare il caffè con la caffettiera. Una cosa così italiana!

Festa dei Ceri involves the entire town and I think that is commendable because it gives a spirit of unity. Every man, woman and child; young or old, upholds the tradition and folklore behind this festival.
— Ishita Sood - The Medieval Festa dei Ceri in Gubbio

Nel tuo post The Medieval “Festa dei Ceri” In Gubbio, hai descritto questo straordinario evento storico e religioso. Cosa ti ha colpito di più? Da Nord a Sud, ci sono molte feste e tradizioni in Italia. In che modo differiscono dalle feste Indiane?

Quando ho prenotato un viaggio a Perugia per visitare la Festa dei Ceri a Gubbio, non avevo la minima idea di cosa aspettarmi, eccetto che per le foto che avevo visto online. Comunque, essere lì è stato quasi come tornare indietro nel tempo. Era surreale e trasmetteva delle emozioni che non riesco a spiegare. Ho trovato la festa molto interessante e anche un po’ insolita. Ma devo aggiungere che le feste in Italia possono essere diverse dall’India in termini di divinità ma l’animo della celebrazione è lo stesso: sostenere le tradizioni locali e apprezzare la nostra cultura. E come posso dimenticare il cibo!

Vuoi aggiungere qualcosa?

Ti ringrazio per questa opportunità di essere online con The Italian Midday. Ci vediamo presto. :)

203 Travel Challenges in Italia. Intervista con la travel blogger Maria Angelova

Maria Angelova è uno dei fondatori del sito 203challenges.com e la sua caporedattrice. Si definisce come “un disastro viaggiante attorno al mondo”. Io penso invece sia una blogger talentuosa e amo le sue descrizioni accurate. Ha vissuto in Italia per un po’ e le ho chiesto di raccontarci qualcosa della sua esperienza italiana.

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Alcune piccole città in Italia sono reperti rari - interi mondi con incredibili storie e segreti!
— Maria Angelova, 5 Unique Little Towns in Italy for True Explorers

Mi è molto piaciuto il post “5 unique little towns in Italy for true explorers” (Cinque piccole e uniche città in Italia per veri esploratori). Chiunque nel mondo conosce Roma, Firenze o Napoli ma c’è molto da vedere lungo lo Stivale. Come consideri queste gemme nascoste dell’Italia?

Come chiunque abbia vissuto in una piccola città per un po’, le trovo molto differenti. In una piccola città quasi nessuno parla Inglese ma la gente è più disponibile ad aiutarti. Non c’è un centro turistico ufficiale ma chi ci vive vorrà mostrarti i posti migliori e raccontarti le interessanti storie che li riguardano. Non ci sono ristoranti famosi ma il tuo vicino potrebbe invitarti per una cena e insegnarti come preparare il Tiramisu perfetto.

Concentriamoci sul linguaggio. So che hai vissuto in Italia per 6 mesi. Quando ti sei trasferita in Italia, conoscevi un po’ di Italiano? Hai avuto qualche problema a comunicare con i residenti? Se hai studiato Italiano, qual è la cosa più difficile da imparare?

La prima volta che ho messo piede in Italia, sapevo dire solo “Buongiorno” e “Grazie” ma vivere in una piccola città lontana dai circuiti turistici mi ha aiutato molto nella mia missione di imparare l’Italiano. Semplicemente non avevo scelta. I miei professori di Università erano gentili e comprensivi, il mio padrone di casa era amichevole, e tutte le anziane signore provavano a spiegarmi qualcosa di importante. Tutti sono stati parte del mio processo di apprendimento. Vivere in Abruzzo è il motivo per cui ho imparato subito un po’ di dialetto ma questa è la parte migliore della lingua italiana: tutti questi suoni e queste parole differenti. Viaggi per il paese e scopri nuovi modi di dire la stessa cosa.

Maria in Thiesi, Sardinia.

Maria in Thiesi, Sardinia.

L’Italia accoglie milioni di turisti ogni anno, ma non ti aspettare che gli Italiani parlino Inglese. Prima di andare è meglio annotarsi alcune frasi utili in Italiano. Gli Italiani sono sinceramente lusingati quando un visitatore straniero fa lo sforzo di parlare la loro lingua e ti apriranno il loro cuore.
— Maria Angelova, 222 Honest Travel Tips for Italy

Seguendo lo spirito del tuo sito, qual è la più grande sfida che hai affrontato in Italia?

L’Italia è il paese dove puoi mettere in atto le tue idee più folli e sarai sempre sorpresa del risultato. Il mio amore per l’Italia è sbocciato nel 2009 e la mia più grande sfida (perché dura tutta la vita) è visitarla ogni singolo anno della mia vita. Finora, l’ho fatto per otto anni di seguito.

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C’è qualcosa che vuoi aggiungere?

Voglio esortare tutti quelli che mi leggeranno a scoprire una storia meravigliosa nel loro prossimo viaggio (un’affascinante legenda locale, la storia del macellaio di una piccola città, o la storia del proprio pittore preferito che può essere utilizzata come prossimo itinerario di viaggio).