LE 3 CARATTERISTICHE CHE TI RENDONO LO STUDENTE DI LINGUE IDEALE

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Pensiamo tutti che il momento migliore per imparare una lingua straniera sia da bambini. Ma quanto c’è di vero in questa affermazione? E come gestire l’apprendimento di una lingua straniera da adulti?

Si può imparare ad ogni età.

È indubbio il fatto che l’esposizione ad una lingua straniera prima dei dieci anni conduca a un tasso di successo molto alto. Ma a questa affermazione bisogna far seguire una serie di considerazioni. Prima di tutto va rilevato come la ricerca neurolinguistica, negli ultimi anni, abbia evidenziato il fatto che non esiste un’età in cui è impossibile apprendere una nuova lingua. Per quanto il cervello dell’uomo si modifichi col passare degli anni, esso è sempre in grado di apprendere un nuovo sistema linguistico. Anzi, le fasi intermedie di apprendimento di una nuova lingua sono le stesse indipendentemente dall’età e dalla L1.

Detto questo, è chiaro che rimangono alcune importanti differenze. Ma non sono solo a vantaggio dei più piccoli. Vediamo quali sono le caratteristiche che rendono un adulto l’apprendente ideale:

1) Velocità di apprendimento.

Tra i luoghi comuni più diffusi, c’è quello che vuole i bambini più veloci nell’imparare una nuova lingua. In realtà, gli studi hanno condotto a un risultato quasi opposto. I bambini raggiungono livelli più elevati di competenza in periodi più prolungati di esposizione alla L2 ma, sul breve periodo, vengono facilmente superati dagli adulti. Che vuol dire? Vuol dire che se mettiamo a contatto con una lingua straniera un bambino e un adulto, vedremo che l’adulto sarà in grado di raggiungere più velocemente un livello base. E questo perché potrà fare affidamento a un maggiore complessità cognitiva e a una maggiore consapevolezza linguistica. Sembra assurdo ma è così. D’altra parte quando parliamo di persone bilingui, consideriamo persone che sono esposte a due sistemi linguistici dalla nascita fino alla maturazione, e quindi persone che hanno un periodo di contatto con la lingua straniera per 15/16 anni o anche di più. Mettiamo il caso di un bambino che viene a contatto con la lingua straniera per un paio di anni al massimo: facciamo dai sei agli otto anni. Siamo sicuri che ricorderà di più di quanto non possa ricordare un adulto che studia una lingua per due anni?

2) Non c’è solo la pronuncia.

Sappiamo tutti ed è impossibile negare quanto un bambino sia in grado di acquisire l’apparato fonologico di una lingua. Tutti gli studi dimostrano che la fonologia è l’aspetto più sensibile all’età dell’apprendente: esiste una soglia temporale dopo la quale risulta difficile acquisire la pronuncia nativa di una seconda lingua. Ma dobbiamo tenere in considerazione due aspetti. Il primo è che è più difficile ma non impossibile. Il secondo è che non esiste solo la pronuncia. Il fatto di non riuscire a camuffare il proprio accento non incide sulla nostra capacità di comunicare nella L2. Anzi, non so voi ma io guardo con molta simpatia a chi sfoggia il proprio accento inglese, o spagnolo, o altro mentre parla Italiano. Io stessa, seppur non me ne renda conto, sono sicura di parlare Inglese con un marcato accento italiano. Il fatto è: chi se ne frega! Fa parte della mia identità, non me ne vergogno. Al contrario mi dà molto fastidio quando mi accorgo di aver detto male qualche parola, o aver fatto errori grammaticali (e ne faccio, oh sì se ne faccio!). Ma ecco la buona notizia: secondo la psicolinguistica moderna la morfologia, la sintassi e il lessico vengono acquisiti a tutte le età e spesso anche con più successo negli adulti. Se poi a questo aggiungiamo il fatto che in la pronuncia dell'Italiano sia molto semplice da imparare...

3) La motivazione.

 Opera

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Per ottenere buoni risultati, si sa, occorre essere motivati. E in questo gli adulti non possono che avere una marcia in più. I bambini sono avvantaggiati solo quando la L2 è appresa in contesto naturale: si trasferiscono in un nuovo paese e si trovano a parlare due lingue: una in casa e l’altra a scuola. Sono mossi dal desiderio di interagire con il gruppo dei pari. Non percepiscono invece l’utilità o l’importanza di conoscere una o più lingue straniere quando non sono posti di fronte a una necessità di socializzazione e imparano altre lingue per scelta dei genitori o perché previste dal curriculo scolastico. Per un adulto la situazione è diversa. Un adulto impara l’italiano per rispondere a una ragione specifica che conosce bene e che sarà alla base di tutti i suoi progressi. Per quanto io sia convinta che si tratti sempre di un bisogno e mai solo di un piacere. Non si studia Italiano solo perché è una lingua musicale ma perché abbiamo in progetto di trasferirci in Italia; o perché abbiamo origini italiane e siamo affascinati dalla lingua e dalla cultura dei nostri nonni: o ancora perché siamo appassionati di cucina o di musica lirica e l’Italiano ci serve per “saperne di più”. La lingua è sempre un mezzo. Non impareremmo una nuova lingua se la nostra ci consentisse di fare tutto quello che vogliamo.

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Vantaggi dell'apprendimento linguistico

Quando si spinge per iniziare lo studio di una lingua sin da bambini non è perché poi non si possa più imparare ma perché ci sono alcune competenze che, se coltivate già da piccoli, possono essere portati a livelli di competenza maggiore con meno fatica.

Detto questo, non ha senso mettere come punto di arrivo il parlante nativo ideale. Considerate che, per esempio, in Italia quasi nessuno ha una pronuncia perfetta. Giusto i professionisti della comunicazione: giornalisti radio o tv e gli attori. Tutti gli altri portano con sé il proprio accento regionale. Quando si impara una lingua straniera da adulti, si tiene ben presente la propria identità e si arricchiscono le competenze linguistiche in modo da interagire, viaggiare, creare relazioni, conoscere il mondo.

Ogni nuova L2 con la quale si entra in contatto (anche a livelli molto bassi) consente di migliorare il sistema linguistico nel suo complesso, con risvolti positivi anche per la propria lingua madre. Nessuno sforzo è sprecato, anche se non porta a padroneggiare pienamente la lingua che si è scelto di apprendere.

La lingua è qualcosa che ha bisogno di una pratica quotidiana. Ovviamente primi si comincia, migliori risultati si ottengono ma ancor più dell’età in cui si comincia ad imparare ha importanza il non mollare.