A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE: 3 APPUNTAMENTI DA NON PERDERE

Avete deciso di fare una vacanza in Italia a febbraio? Saggia scelta. Anzi, saggia forse non è l’aggettivo giusto: diciamo piuttosto azzeccata se dell’Italia volete conoscere l’irriverenza, l’ironia e la voglia di ridere di gusto. Ogni anno, infatti, lo stivale è attraversato da Nord a Sud dalla voglia di giocare e di lasciarsi andare agli eccessi del Carnevale.  Dal latino carnem vale nel senso di carne addio, il Carnevale è l’altra faccia della medaglia del rigore e della spiritualità cattolica. È il periodo di festa e banchetti di circa una decina di giorni che culmina e termina con il Martedì grasso. Il giorno seguente è, infatti, il Mercoledì delle ceneri con cui, in tutto il mondo cattolico, si dà il via a un periodo di astinenza dalla carne che coincide con la Quaresima.

Il Carnevale più famoso d’Italia all’estero è probabilmente quello di Venezia ma volendo volgere lo sguardo più a Sud non si ha che l’imbarazzo della scelta. Ogni regione ha tradizioni vive che meritano di essere conosciute. Le manifestazioni di Carnevale sono molte ma io ve ne voglio segnalare tre: Sciacca in Sicilia, Castrovillari in Calabria e quella, antichissima, di Putignano in Puglia.

SCIACCA E “PEPPI NAPPA”

Ogni Carnevale, in Italia, ha il suo re e quello di Sciacca, provincia di Agrigento, si chiama Peppi Nappa. Rappresentato con indosso vestiti verdi troppo grandi, Peppi Nappa è una maschera siciliana della Commedia dell’Arte che incarna la figura di un servitore pigro ma beffardo e golosissimo. Il termine nappa vuol dire toppa: così il suo nome per esteso dovrebbe essere Giuseppe Toppa. Rappresenta un buono a nulla in grado, però, di stupire per la sua straordinaria agilità.

A partire dagli anni ’50, il Sindaco della città di Sciacca consegna le chiavi della città a Peppi Nappa esattamente dieci giorni prima del Martedì grasso. Da allora Peppi diventa il padrone assoluto della città e hanno inizio i festeggiamenti del Carnevale.

 Peppi Nappa

Peppi Nappa

Peppi Nappa viene rappresentato su un carro allegorico fuori concorso che apre la sfilata carnascialesca distribuendo salsicce alla brace, caramelle, vino e spremute di arance. Le sue burle e la sua fame insaziabile saranno il leitmotiv di tutti i festeggiamenti fino a quando, il giorno di Martedì grasso, al centro della piazza viene bruciato la maschera che lo rappresenta sancendo così la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima. Molto coinvolgente la serata finale con la gente che balla attorno al rogo sulle note dell'inno 'e Peppi N'ppa'.

CASTROVILLARI E “A SIRINATA D'A SAVUZIZZA”

Oltre alla tradizionale sfilata di carri allegorici, ai balli e agli spettacoli musicali, a Castrovillari rivive sotto forma di concorso per serenate l’antico rituale delle “mascherate”. Il Giovedì grasso, tutto il quartiere del centro storico si rianima per la cosiddetta Sirinata d'a Savuzizza, ossia la Serenata della Salsiccia.

Gruppi mascherati bussano a ogni porta offrendo delle serenate in cambio di ospitalità. Per l’occasione ogni casa prepara dunque salsicce alla griglia e offre vino mentre i vari gruppi si esibiscono al suono della fisarmonica e del tamburello.

Il tutto rientra nell’ambito di un concorso. In ogni casa, infatti, ci sono componenti della Giuria che decreterà il gruppo vincitore. L’atmosfera però è di festa per tutto il paese e i suoi visitatori sono accolti dal suono delle tarantelle e dal profumo dei prodotti locali.

PUTIGNANO, L’ORSO E I GRAN CORNUTI

Tra i Carnevali più antichi d’Europa, quello di Putignano presenta un calendario talmente ricco di eventi che è difficile parlarne in poche righe. In un confronto continuo con le ricorrenze cattoliche, le manifestazioni legate al Carnevale cominciano addirittura il 26 dicembre, quando al termine della processione delle reliquie di Santo Stefano, si può assistere al Rito delle Propaggini in cui gruppi di poeti dialettali in abiti da contadini ripercorrono i fatti dell’anno appena trascorso in satire pungenti che vengono declamate per le vie cittadine.

Tra sacro e profano anche la festa dell’Orso che si svolge il 2 febbraio, giornata caratterizzata da un punto di vista religioso dalla benedizione delle candele e che infatti prende il nome di giorno della Candelora. L’orso, rappresentato sia come animale pericoloso da uccidere che come simbolo della fine dell’inverno attraversa la città inseguito da un corteo di contadine, cacciatori e spaventapasseri per poi fermarsi in Piazza Plebiscito. Qui ha luogo la cattura e il processo dell’orso che, infine, prevederà il futuro metereologico della restante parte dell’inverno.

 I Gran Cornuti

I Gran Cornuti

Il clima si fa ancora più dissacrante con l’avvicinarsi del Carnevale. Ogni giovedì a partire dalla fine di gennaio sono previsti spettacoli satirici dedicati ai diversi gruppi sociali: i Monsignori, i Preti, le Monache, i Vedovi, i Pazzi (ovvero, i giovani non ancora sposati), le Donne sposate e dulcis in fundo i Cornuti (gli Uomini sposati). Quest´ultimo, curato annualmente dall’Accademia delle Corna, è senza dubbio il più caratteristico e ha luogo il Giovedì grasso. Il gruppo dei “cornuti” si riunisce nel chiostro comunale già dalle prime ore per lucidare le proprie corna e dar vita al Corneo, il corteo dei cornuti che farà visita al “Gran Cornuto dell’anno” eletto a sorpresa dai membri dell’Accademia. La sera la manifestazione goliardica continua con il rito purificatorio del taglio delle corna.