LA PIETRA DEL DIAVOLO E IL PARADISO NATURALISTICO DEL MONTE SANT'ELIA IN CALABRIA

 La spiaggia della Marinella vista dal Monte Sant'Elia

La spiaggia della Marinella vista dal Monte Sant'Elia

C’è un posto a cinque minuti da casa mia a Palmi con una delle viste più mozzafiato che puoi trovare nel Sud Italia. È il Monte Sant’Elia, una terrazza sullo Stretto di Messina. Da qui puoi ammirare la costa da Scilla a Capo Vaticano e, davanti a te, Messina e le Isole Eolie. Con un solo sguardo, puoi abbracciare uno spazio vasto e affascinante tanto da avere la sensazione di poter toccare ovunque con un dito.

Questo tratto di costa è chiamato Costa Viola, in virtù delle sfumature viola causate dal riflesso delle rocce e della vegetazione nel mare. Il monte è famoso perché offre ai suoi visitatori un’ampia serie di panorami.

Siamo a un angolo estremo dell’Aspromonte. Qui le montagne si tuffano nel mare creando atmosfere magiche. Puoi trovare fitte pinete, grotte in cui Sant’Elia ha vissuto ed è morto e percorsi a picco sul mare.

 Lo stretto di Messina

Lo stretto di Messina

Posti come questo al Sud Italia hanno spesso una leggenda che incrementa la loro aurea mitica. Qui, c’è una roccia, conosciuta come pietra del diavolo che simboleggia l’eterno conflitto tra il bene e il male ed è il punto d’inizio ideale per spiegare alcuni elementi del territorio.

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La pietra reca le impronte dei piedi e della coda del Diavolo lasciate prima di spiccare il volo. Secondo la leggenda popolare, a quel tempo, Sant’Elia stava provando a costruire un monastero sul monte ma il diavolo aveva distrutto le costruzioni in corso d’opera già due volte. Così tentando di ottenere la sua anima con l’inganno, aveva assunto le sembianze di un vecchio uomo e si era avvicinato al Santo mentre stava meditando.

 La pietra del diavolo

La pietra del diavolo

Il Diavolo raccontò ad Elia di aver trovato un sacco di monete in una casa abbandonata e gli offrì di dividerle con lui. Il Santo, però, lo aveva riconosciuto. Diede così un calcio al finto vecchio uomo che nello slancio cadde in acqua, poi prese il sacco di monete e cominciò a lanciarle una ad una dalla montagna verso il mare.

Ogni moneta, al contatto con l’acqua, si è tramutata in pietra nera. Da questo episodio trae il nome una delle spiagge di Palmi, Pieterenere appunto. Il diavolo invece si inabissò nelle acque di fronte al monte e causò la nascita dell’isola vulcanica Stromboli da cui continua a sbuffare la sua rabbia per il comportamento del Santo.

Come arrivare: Sant’Elia si trova a circa 50 km da Reggio Calabria ma puoi arrivarci facilmente da ogni parte della Calabria. Guidando sull’A3 prendi l’uscita Bagnara e segui le indicazioni stradali per Sant’Elia.

Nelle vicinanze: Le grotte di Sant’Elia, il sentiero del Tracciolino, Palmi, Seminara e Bagnara.