Lingua, arte e cultura. La passione per l'Italiano spiegata dalla giovane Saloni Gandhi.

Saloni Gandhi

La prima cosa che ho pensato quando ho incontrato Saloni è stata: è così giovane! E mi sono chiesta quanta esperienza potesse avere in fatto di apprendimento linguistico. Ero un po' scettica ma stavo sbagliando. Saloni è una giovane ragazza molto speciale. Non solo parla Italiano veramente molto bene ma ha anche molto da raccontare. Questo è il motivo per cui quest'intervista è un po' più lunga del solito. Goditela e se sei curioso di conoscere qualcosa di più di Salone visita il suo blog.

So che sei che hai una Laurea in lingue. Come mai hai scelto Francese e Italiano per la tua carriera accademica?

È una storia interessante! Dopo i miei Board Examinations (si tratta dei corrispondenti indiani degli Esami di maturità italiani, ndr), non sapevo cosa fare. Visto che ero abbastanza portata per gli studi, la maggior parte delle persone pensavano che avrei optato per corsi di studio scientifici e sarei diventata un ingegnere o un dottore. In realtà quella è l’ultima cosa che potresti vedermi fare adesso.

Ho solo pensato di provare un percorso accademico differente e ho scelto Arte. Così, durante lo Junior College, ho studiato Francese oltre alle materie più teoriche come Economia, Psicologia, ecc. Sfortunatamente all’inizio ho solo cercato di raggiungere la sufficienza per passare l’esame di Francese ogni semestre fino a quando non ho incontrato una persona che insegnava Francese. Ho preso lezioni da quest’insegnante per 4-5 mesi. Non so dire quando ho cominciato ad amare la lingua ma in quei 5 mesi i miei punteggi sono passati da 40s a 90s, e non scherzo! È stato in quel momento che ho deciso di proseguire la mia carriera accademica con una laurea in Lingua Francese.

Quando sono andata all’Università di Mumbai per l’ammissione, mi è stato chiesto di scegliere un’ulteriore lingua straniera. Avevo pensato di scegliere Spagnolo perché avrei avuto buone prospettive di carriera ma per qualche motivo non potevo. Alcuni studenti prossimi alla Laurea mi consigliarono di prendere Italiano e mi dissero che all’Università c’era un docente madrelingua e che mi sarebbe piaciuto molto impararlo. Mi dissero anche che la seconda lingua non era importante quanto la prima ma, onestamente, la seconda lingua, l’Italiano, ha fatto tutta la differenza.

Saloni Gandhi

Ho semplicemente amato il modo in cui era insegnato dal professore Italiano all’Università di Mumbai. Lui ci mostrava spesso video sul cibo, sui luoghi turistici, sui gesti, insomma sulla cultura italiana. Infine, ho cominciato ad apprezzare le lezioni di Italiano più di quelle di Francese. Quindi posso dire di non aver scelto io di studiare queste due lingue ma penso che siano loro ad avere scelto me.

Leggendo la About page del tuo blog, una frase ha catturato la mia attenzione: “I miei studi non si sono focalizzati solo sulle competenze di lettura, ascolto e comunicazione; ma anche su la storia dei Paesi dall’Antichità al periodo contemporaneo e sui vari movimenti letterari e artistici”. Secondo te, quanto è importante imparare la cultura assieme al linguaggio che stai studiando?

È possibile immaginare la lingua Italiana senza “La Commedia” di Dante? Un capolavoro che sintetizza tutte le ideologie e la conoscenza del periodo medievale in un misto di dialetto e registro formale. Sebbene il Rinascimento nacque in Italia, ha poi condizionato tutti i Paesi europei. Nel Nord Italia si usa il "Lei" nelle situazioni formali ma in Sud Italia spesso si usa il “Voi” negli stessi contesti, a causa dell’influenza francese, sebbene sia un’usanza che sta scomparendo. Perciò vedi: cultura, storia, arte, letteratura e linguaggio sono interconnessi. Vanno di pari passo.

Alcuni studenti di lingue si rifiutano di abbracciare la cultura della lingua che stanno studiando e conseguentemente devono deliberatamente mettere più impegno per capire la lingua stessa. E alla fine apprendono meccanicamente le parole e la grammatica.

Apprendere la cultura è quasi inevitabile. Per esempio, la cultura brilla attraverso i proverbi. In Inglese “touch wood” (letteralmente “toccare legno”) è detto per evitare la sfortuna quando parli della tua buona sorte mentre gli Italiani dicono “toccare ferro”.

Saloni Gandhi

 

Inoltre, in Italia ci sono tanti dialetti come il Toscano, Il Veneziano, il Siciliano, Il Napoletano, Il Calabrese, ecc quante sono le aree geografiche. Io sono rimasta molto sorpresa di sentire un fiorentino pronunciare Coca Cola come hoha hola, con il suono aspirato al posto della “c”.

Dunque per apprezzare il linguaggio è importante tuffarsi nella cultura che sta dietro quel linguaggio. Ci fa realizzare che il modo in cui vediamo le cose non è il solo modo di percepirle.

Cosa ti piace di più della cultura Italiana?

Ho sempre apprezzato l’arte e l’architettura Italiana. È una delle migliori al mondo. Nonostante abbia studiato e abbia avuto la possibilità di apprezzare in prima persona le opera d’arte di vari movimenti, i miei preferiti su tutti rimangono il Barocco e il Rinascimento. Ho studiato le opere d’arte di Michelangelo Merisi il Caravaggio e di Leonardo Da Vinci già dai giorni di scuola. Infatti, prima di studiare l’Italiano e conoscere qualcosa in più della cultura italiana conoscevo solo questi due artisti (e la pizza!). Ho letto “Caravaggio Segreto” e “Leonardo Segreto”, di Costantino D’Orazio. Durante I miei studi universitari ho guardato un film basato sulla vita di Caravaggio, diretto da Angelo Longoni, che mi ha lasciato senza parole. Di solito guardo anche una serie tv fantasy storica, diretta da David Goyer, che racconta la giovinezza di Leonardo Da Vinci. Non smette mai di divertirmi!

Sei stata in Italia come studentessa. So che hai seguito corsi in due delle più importanti Università per Stranieri: Siena e Perugia. Raccontaci la tua esperienza.

Si, sono le più prestigiose Università italiane. Sono stata a Siena per quasi un mese nell’Agosto del 2013, quando ho vinto una borsa di studio per ottenere il Livello B2 presso l’Università di Siena. Dunque, ho trascorso circa 4 mesi a Perugia mentre studiavo per il Livello C2 all’Università per Stranieri. Mi sento privilegiata per aver fatto parte di così importanti Università dove persone di tutto il mondo vanno per studiare Italiano.

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Quando ero ancora molto giovane, queste esperienze mi hanno dato l’opportunità non solo di capire la cultura e lo stile di vita Italiano ma anche di conoscere la cultura di altri paesi e, inoltre, di esprimere la ricchezza culturale del paese da cui provengo.

Oltre a migliorare le mie competenze comunicative quando scrivo o parlo con una persona di un altro paese, ho potuto guardare l’Italia da una prospettiva ravvicinata. Studiare una nuova lingua di prima mano, connettermi con le persone e ascoltare le loro storie è stato fonte di immenso piacere. Ha contribuito ad espandere i miei orizzonti e mi ha fatto vedere il mondo in un altro modo.

Se dovessi parlare delle città, Siena è più turistica mentre Perugia è a misura di studente. Entrambe le città hanno la loro unicità. I ricordi più rilevanti che ho, sono aver assistito al Palio di Siena e aver partecipato al grande concerto di Radio Subasio a Perugia.

Qual è la tua parola italiana preferita e perché?

Arrangiarsi. Secondo me la vita non è correre dietro qualcosa che non abbiamo, ma è quello che facciamo con quello che abbiamo. È molto importante essere pieni di risorse e saper lavorare con quello che si ha soprattutto nei momenti di difficoltà.

Durante l’ultimo periodo mi sono resa conto che molti Indiani mostrano un grande interesse per l’Italia. Solo una curiosità: puoi spiegarmi perché?

Italiani e Indiani sono come due piselli nello stesso baccello. Abbiamo molto in comune quando si parla di storia, arte, cibo, religione e valori familiari.

Inoltre, questi due paesi si integrano molto bene. Il Governo Italiano ha iniziato alcuni programmi per far sì che informatici indiani possono contribuire al settore informatico italiano. Ho notato anche che molti Nord Indiani lavorano in Italia nel campo del commercio o della ristorazione.

I popoli stanno adesso iniziando a integrarsi uno nello stile di vita dell’altro apprezzando le somiglianze e rispettando le differenze.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Grazie per questa opportunità! Sono onorata di essere intervistata per The Italian MIdday. Stai facendo un gran lavoro! TI auguro tutto il meglio per i tuoi sforzi futuri e spero di vederti presto in Italia.

Come imparare l'Italiano con i Fumetti - Parte 3

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Chiunque voglia imparare una lingua straniera ha la necessità di trovare materiale linguistico di qualità. Nella terza e ultima parte di questa serie, voglio suggerirvi alcuni fumetti italiani adatti ad apprendenti con una competenza linguistica avanzata e alcuni titoli realizzati specificatamente per chi sta studiando Italiano. Vediamoli insieme!


Avanzato

Corto Maltese

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Le storie del marinaio Corto Maltese sono ambientate nei primi anni del Ventesimo secolo. SI tratta di veri e propri romanzi illustrati, unanimemente riconosciuti come la serie a fumetti più “letteraria” mai scritta. Il protagonista è un duro dal cuore tenero e le trame sono avvincenti perché mescolano insieme fatti storici e immaginari.

Il linguaggio è molto accurato ma ciò che aumenta notevolmente la complessità di lettura è il contesto. Il lettore dovrebbe conoscere un po’ di storia e letteratura per comprendere appieno il senso della storia. Come per Dylan Dog, anche Corto Maltese è incluso con due episodi (“Di altri Romei e altre Giuliette” e “La laguna dei bei sogni”) nella serie proposta da Edilingua “Imparare l’Italiano con i fumetti”. Puoi scegliere di comprare il libro con il testo originale affiancato da spiegazioni e attività sia su Amazon che sul sito di Edilingua. Qui puoi anche scaricare gratuitamente la traccia audio e il glossario. (Materiali per studenti – imparare L’italiano con I fumetti – audio o glossari e quindi scegliere il titolo che vi interessa)

Zero Calcare

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È impossibile non citare Zero Calcare: rappresenta il più importante fenomeno nel mondo del fumetto italiano degli ultimi anni: da un blog di successo a cento mila copie vendute. Queste strisce sono una sorta di racconto autobiografico dove un ragazzo analizza attraverso i suoi sentimenti di rabbia e frustrazione le contraddizioni della vita moderna.

Per leggere Zero Calcare bisogna essere ad un livello molto avanzato sia per le strutture grammaticali presenti nel testo che per la conoscenza della moderna società italiana. I dialoghi, infatti, sono pieni di giochi di parole e riferimenti culturali.


Fumetti specifici per imparare l’Italiano

Questa lista non è esaustiva, ma ho provato a offrirvi una serie di pubblicazioni che possono aiutarvi nell’imparare l’Italiano e nel capire meglio l’Italia e la sua cultura. Per questa ragione, concludo suggerendoti di leggere una serie di fumetti pubblicati da Almaedizioni:

L’Italiano con i fumetti

A questo link, puoi trovare 5 storie a fumetti (Roma 2050, Una storia Italiana, Il Mistero di Casanova, Rigoletto, Habemus Papam) con attività ed esercizi specifici per diversi livelli di competenza linguistica. Ogni volume presenta fumetti, esercizi e soluzioni. Inoltre, sul sito c’è anche una versione animata degli episodi. In questo modo puoi fare un po’ di pratica per migliorare il tuo ascolto. 

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Questi fumetti non sono normalmente commercializzati nelle edicole o nei luoghi di lettura, ma storie scritte per studenti della lingua italiana. Perciò, sotto alcuni aspetti potrebbero mancare in autenticità, ma d’altra parte rappresentano una grande opportunità per una lettura guidata.

Concludo augurandovi Buona lettura!

Come imparare l'Italiano con i fumetti: Parte 2

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Nell'articolo precedente (Parte 1), ti ho suggerito che possiamo usare i fumetti come materiale di studio originale per praticare una lingua straniera con maggiore efficacia. Ho anche elencato quali sono i maggiori benefici che possiamo trarre dall'usarli nel nostro processo di apprendimento della lingua e ho iniziato una lista di fumetti italiani più importanti.

In questo articolo, continuerò quella lista con i fumetti adatti ad un livello di capacità di lettura più elevato.


Da Principianti a Intermedi

Lupo Alberto

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Lupo Alberto è un lupo blu pazzamente innamorato di una gallina di nome Marta. Lei vive nella fattoria Mckenzie e Lupo Alberto prova continuamente a rapirla ma i suoi tentativi finiscono sempre male. Le striscie sono sempre molto divertenti e i personaggi principali sono molto popolari, soprattutto tra i giovani.

Lupo Alberto è nato nel 1974 e, da allora, non è invecchiato nemmeno un po’ grazie ai suoi dialoghi brillanti e alle trame divertenti. Il suo grado di leggibilità è un po’ più complesso di Topolino. Le strutture grammaticali sono semplici ma contiene molti termini e frasi gergali. Se vuoi farti un’idea, su Amazon trovi un’edizione digitale completa di tutte le strisce di Lupo Alberto dalla loro prima apparizione. Puoi leggere gratuitamente un estratto di tutte le pubblicazioni gratuitamente. Se vuoi invece acquistarle, ogni volume costa 1,49 euro.

Simple e Madama

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Questo fumetto ha raggiunto la popolarità solo di recente. Nato come posts su Facebook, Simple e Madama è la storia di una coppia di disegnatori e delle lore esperienze quotidiane. Costituisce una grande scelta de sei interessato ad avere una visione della cultura italiana con un linguaggio semplice e diretto.

Simple e Madama sono infatti un tipico esempio di una moderna coppia italiana. Lorenza Di Sepio ci racconta con umorismo e originalità le notti fuori con gli amici, lo shopping, la dietra, e la vita di coppia. Puoi trovare i suoi libri su Amazon o puoi semplicemente seguirla su Facebook dove condivide qualche striscia ogni giorno.


Da Intermedi ad Avanzati

Se già hai una buona padronanza della grammatica e del vocabolario, potresti scegliere tra uno di questi fumetti, adatti per livelli più elevati.

Diabolik

Diabolik

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Diabolik è una serie di successo che ha inspirato film, video games e serie tv. Il protagonista è un ladro esperto e senza scrupoli, un antieroe che ruba ai criminali. È anche un maestro del travestimento ed è aiutato dalla sua partner Eva Kant.

Creata dalle sorelle Angela e Luciana Giussani nel 1962, questa popolare serie di fumetti è caratterizzata dalla suspense e dall’azione. I suoi dialoghi sono forti e articolati e ci sono molte didascalie che spiegano le scene.

Il modo più economico per leggere Diabolik è su Google Play o Itunes dove si possono trovare le pubblicazione a 99 centesimi di euro.

Dylan Dog, Martyn Mystère and Julia

Uno è l’investigatore dell’incubo, l’altro il detective dell’impossibile mentre l’ultima è una giovane criminolaga che somiglia ad Audrey Hepburn. Se ti piacciono i gialli, ti appassionerai a Dylan Dog, Martyn Mystère o Julia. Il primo indaga su eventi paranormali che si svolgono nei sobborghi di Londra, il secondo è un archeologo che e studia i più enigmatici eventi della storia dell’umanità, e la terza è una brillante professoressa universitaria che aiuta la polizia locale a risolvere crimini.

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Rispettando i canoni del genere, il linguaggio di questi fumetti è ricco di ipotesi, strutture con il condizionale e frasi complesse. Hai bisogno di una solida conoscenza della grammatica italiana più avanzate per apprezzare queste storie. La casa editrice Edilingua ha creato una serie chiamata “Imparare l’Italiano con i fumetti” che include una versione breve del testo originale dei primi due episodi di Dylan Dog (“L’alba dei morti viventi” and “Jack lo squartatore”)  e di Julia (“Ucciderò” e “Una cara, carissima amica”) accompagnata da spiegazioni ed attività. Puoi comprarla qui o su Amazon. Inoltre, puoi scaricare gratuitamente la traccia audio e dei glossari registrandoti al sito.


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Come Imparare l'Italiano con i fumetti - Parte 1

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Ti sei mai chiesto quanto sia importante leggere mentre stai imparando una lingua straniera? I linguisti sono piuttosto in disaccordo sull'argomento. Alcuni ritengono che sia più naturale parlare una lingua ascoltando e parlando. Altri sottolineano il fatto che avere una buona capacità di lettura spesso corrisponda a una buona padronanza del parlato. Qualunque sia la verità, leggere rimane una parte importante del processo di apprendimento: ci aiuta a migliorare il vocabolario e a ricordare i concetti. D'altra parte, romanzi, giornali e testi accademici potrebbero finire per fornirci esempi di espressioni che sono poco utilizzate nelle conversazioni quotidiane. Per questo motivo, vorrei suggerirti un altro tipo di testi per esercitare a leggere lingua straniera con maggiore efficacia: i fumetti.

I Tre Benefici dell'Usare I Fumetti nell'Apprendimento di una Lingua Straniera. 

Prima di tutto, il vantaggio più ovvio di leggere fumetti in un'altra lingua è che essi offrono un modo divertente di imparare. Sono, infatti, uno straordinario strumento per coinvolgerti nella storia e, inoltre, ti danno la possibilità di leggere testi meno complessi e trovare qualcosa di interessante per il tuo livello di competenza.

A questo dobbiamo aggiungere il fatto, ampiamente riconosciuto, che "un'immagine vale più di mille parole". La combinazione di testo e immagine ti permette di indovinare il significato di parole sconosciute senza aver bisogno di usare un vocabolario.

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I fumetti sono infine una grande raccolta di espressioni informali e comuni. Sono ricchi di frasi colloquiali, idiomi e detti, e la loro lingua è molto vicina a quella realmente parlata dai madrelingua. È molto probabile che tu possa sentir ripetere qualcosa che hai letto nei fumetti durante una conversazione reale in Italiano. Inoltre, essi ti consentono di immergerti veramente nella lingua e nella cultura che stai imparando, poiché sono ricchi di riferimenti storici e culturali.

Fumetti in Italia: Una lunga e ricca tradizione

I fumetti hanno contribuito in molti modi al panorama culturale italiano. Lungi dall'essere solo storie di supereroi, i fumetti in Italia si sono sviluppati nel tempo dando vita a diversi generi che vanno dal romantico, al poliziesco alle opere di satira. C'è l'imbarazzo della scelta ed è abbastanza semplice trovarli. Dove? Se vivi in Italia avrai già avuto modo di notarli nelle vetrine di tutte le edicole, altrimenti puoi trovare molte pubblicazioni digitali anche su Itunes store o Google play. Inoltre, puoi comprarli anche su Amazon, dove sono disponibili sia in versione cartacea che come ebook.

Ora che sai perché è una buona idea leggere leggere fumetti e dove puoi trovarli, ti starai probabilmente chiedendo: quali sono i migliori fumetti italiani?


Lista di Fumetti Italiani

Qui puoi trovare una breve lista dei più importanti fumetti Italiani.

Principianti

Se sei ancora agli inizi, conviene scegliere fumetti per bambini.

Topolino, Paperino e Paperinik

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Topolino e Paperino sono la versione italiana di Mickey Mouse e Donald Duck. Anche se si ispirano ai cartoni americani, entrambi riprendono i protagonisti ma utilizzano storie originali, specifiche per l'Italia. C'è anche una particolare versione di Donald Duck travestito da supereroe: Paperinik. Creato nel 1969 da Guido Martina, Paperinik  è il risultato della combinazione di Paperino e del protagonista di un'altra popolare serie italiana: Diabolik.

Topolino ha fatto la sua prima apparizione nel 1932 e la sua lunga storia si intreccia con la stessa storia d'Italia. Oggi è un settimanale apprezzato da lettori di tutte le età. Contiene dialoghi facili da capire, costruzioni grammaticali molto semplici e un vocabolario accessibile.

Se ti va di iniziare con le strisce di Topolino e Paperino, puoi trovarne alcune gratuite sul sito ufficiale. A questo indirizzo http://www.topolino.it/archivio-storie/, vi è infatti un archivio di storie brevi. Ho creato per te una mini lezione ispirata da una di queste storie.


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Vivere lo spirito del Natale per tutto l’anno a Napoli

Natale non sarebbe Natale senza il Presepe

 Napoli dall'alto

Napoli dall'alto

Dalla festa dell’Immacolata all’Epifania, in Italia ogni casa, ogni piazza e ogni chiesa ha la sua propria rappresentazione della Natività. Quando ero bambina, il mio primo amore è stato l’alberto di Natale con le sue luci abbaglianti e le decorazioni, ma quello che rende uniche le feste natalizie è il Presepe. Da quando sono cresciuta, sono riuscita ad apprezzarlo di più. Che si sia religiosi o meno, il Presepe ti fa sentire il senso profondo del Natale.

La parola stessa Presepe viene dal latino “Praesepe” e significa mangiatoia, facendo riferimento alla culla di Gesù. Il Presepe è una rappresentazione della nascita di Gesù. Non le luci e il luccichio delle feste ma una ricostruzione teatrale che ci ricorda quello che stiamo celebrando. Il primo Presepe è stato creato da San Francesco nel 1223, ma la sua fortuna è successiva e risale al 1400 quando nel regno di Napoli, in ogni casa dell’aristocrazia, veniva realizzata senza badare a spese una lussuosa scena della Natività.  

La strada della Natività a Napoli e la sua storia

Il Presepe divenne una tradizione sempre più popolare con il tempo e si diffuse da Sud a Nord. La casa del Presepe italiano è senza dubbio Via San Gregorio Armeno a Napoli, dove è Natale tutto l’anno. Qui gli artigiani lavorano ogni giorno per creare personaggi in miniatura, case, e oggetti meccanici, come cascate, mulini a vento, fornai, o casari a lavoro.

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Questa strada è una delle più antiche di Napoli. Esiste sin dall’epoca classica. Durante il periodo dell’Impero Romano, qui si ergeva un tempio dedicato a Cerere. Dea dell’agricoltura, Cerere era molto venerata e ad essa venivano offerte piccole statuette in terracotta come buon auspicio per la stagione del raccolto. Queste statuette erano realizzate nelle botteghe attorno al tempio. Nell’VIII secolo, un gruppo di monache in fuga dall’Impero Bizantino costruì una chiesa sulle rovine del tempio. Queste monache erano arrivate a Napoli con un bagaglio speciale, costituito dalle reliquie di San Gregorio Armeno e, proprio per questo motivo, sia la Chiesa che la via presero il nome del Santo. Quando la tradizione del Presepe si diffuse a Napoli, gli artigiani scelsero questo vicolo per mostrare le loro creazioni mettendo insieme la tradizione pagana delle offerte a Cerere e la loro devozione cattolica per San Gregorio.

Qual è il momento migliore per visitare la "Via dei Presepi"?

Nonostante Dicembre sia il momento migliore per visitare i mercatini di Natale in tutto il mondo, accetta il mio consiglio: vai a vedere via San Gregorio Armeno in un altro periodo. La strada dei Presepi è un vicolo stretto e pittoresco durante tutto l’anno ma nei giorni dell’Avvento è troppo gremito. Le persone sono ammassate come sardine ed è difficile camminare.

Se stai pensando di andare a Napoli per trovare tutto l’occorrente per costruire il tuo Presepe o anche se sei semplicemente curioso, ogni altro periodo dell’anno sarà in grado di offrirti un’esperienza più soddisfacente. Lontano dai giorni più affollati, avrai la possibilità di entrare dentro le botteghe e osservare gli artigiani mentre creano i loro piccolo capolavori. In aggiunta, ti sentirai libero di camminare con calma lungo il vicolo e apprezzare con i tuoi tempi tutti i più minuti dettagli e, naturalmente, scegliere i pezzi migliori per il tuo Presepe.

Non solo un mercatino di Natale!

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Grazie alla sua ricca storia, questa strada ha molto da offrire. Come puoi facilmente immaginare, la Chiesa di San Gregorio con il suo chiostro è un’oasi di pace in mezzo alla confusione della città e merita di essere visitata. La via stessa è dominate dalla torre del campanile che funge da collegamento tra la Chiesa e il Monastero. Inoltre, alla fine della strada, dentro la Chiesa di San Lorenzo c’è un interessante sito archeologico. Una moderna scala a vetri conduce ad una parte della Neapolis Greco-romana. Una grande campagna di scavi ha riportato alla luce il “macellum”, l’antico mercato. Appena svoltato l’angolo, in Via dei Tribunali, c’è l’entrata di Napoli Sotterranea che ti dà la possibilità di avventurarti in un’affascinante escursione 40 metri sotto il livello della strada tra le cavità tufacee scavate dai Greci e utilizzate come cisterne d’acqua per circa 23 secoli. Se sei interessato anche alla cultura culinaria, non puoi non assaggiare una pizza. In Via dei Tribunali ci sono le più importanti pizzeria di Napoli: Sorbillo, Decumani, Dal Presidente. Fai la tua scelta. Ovunque deciderai di entrare, sarà la migliore pizza che avrai mai mangiato.

Scoprire il vero te stesso in Italia. Intervista con la Life Coach Sophie Charlotte

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Sophie Charlotte è il tipo di persona che può esserti d’ispirazione quando sei a un punto fermo e sei pronto a mollare. La sua storia è uno stimolante mix di coraggio, determinazione e spirito di avventura. Sophie ha fatto quello che tutti si limitano a sognare di fare: ha lasciato la sua "zona di sicurezza" in Olanda per fare quello che voleva veramente. Trasferirsi in Italia è stato un passo importante in questo processo. Sei curioso di sapere perchè?

Con il tuo lavoro aiuti le donne ad abbandonare la loro comfort zone e a vivere finalmente il loro sogno di vivere in Italia. Secondo la tua esperienza di life coach, di cosa hanno paura?

L’insicurezza che trasferirsi all’estero comporta. Lasci tutto quello che conosci e di cui sei estremamente annoiata e ti lanci in un mondo totalmente nuovo che, sì, ti eccita ma ti spaventa a morte perché è tutto nuovo. Io aiuto i miei clienti a trovare un equilibrio interno per affrontare questa nuova avventura offrendo un solido supporto pratico e mentale per gestire paure, ansie, preoccupazioni e la sensazione di essere sopraffatti.

Nel 2010 hai superato la tua paura e ti sei trasferita in Italia. Adesso la tua vita è quella che ti aspettavi?

Si, lo è. Sono riuscita a superare alcuni disturbi d’ansia seguendo il mio sogno di trasferirmi a Firenze! E cosa mi aspettavo? Dunque, mi aspettavo semplicemente di stare bene. Che è il motivo per cui mi sono trasferita qui; perché l’Italia mi ha fatto sempre sentire bene – e ci riesce ancora. Quindi sì, la mia vita in Italia è quella che mi aspettavo ma è diventata anche molto di più. Ho scoperto parti di me che non sapevo di avere, come essere un vera donna in carriera e avere la capacità di connettere le persone in molti sensi. Ho fatto molti lavori differenti come insegnare Inglese, fare da interprete, scrivere e infine anche avviare una mia propria attività come life coach. È tutto così bello!


Learning a new language is hard because it’s not just remembering words and grammar structures, but actually learning to read – and listen – in between the lines. When Italians say: “certo, ci sentiamo presto!” you’ll probably never hear from them again. Or when they start using formal structures all of a sudden you know you’ve pissed them off. You don’t know that when you’re thinking “what Lei (she) is she talking about?” when you don’t know that Lei is the formal version of you in Italian. And many other funny tiny little massively important things like those.
— Sophie Charlotte - How to make life in Florence work

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Quando scrivi della tua vita e della tua attività di coaching, usi una parola che ha solleticato la mia curiosità: rinascimento. Con questa parola vuoi far riferimento ad una rinascita e hai deciso di reinventare te stessa a Firenze, che è anche dove il Rinascimento (inteso come movimento culturale) è nato. C’è una qualche connessione tra te e la città?

Assolutamente! Sento molto di più di quello che pensavo a Firenze e aiuto altre donne creative, sensibili e forse in qualche modo “perse” a venire qui e reinventarsi. Le aiuto a fiorire, esattamente come ho fatto io quando ho permesso a me stessa di essere quello che realmente sono. Firenze è come una grande madre che ti abbraccia e ti spinge ad essere quello che sei veramente. È un sentimento molto speciale che molte persone che si sono trasferite qui hanno avuto modo di sperimentare.

In che modo Firenze ti è stata d’ispirazione?

MI ha ispirato ad essere più femminile, a mostrare la mia bellezza, a essere orgogliosa di me, a esprimermi, a essere calorosa, generosa e gentile. A prendere la vita come viene e adabbandonarmi all’abbondanza che c’è qui e a cui dobbiamo solo aprire la porta. Mi ha ispirato ad essere me, ad essere l’espansiva introversa che realmente sono e a connettermi con le persone.  

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L’Italia è un paese piccolo e complesso. Ogni città, ogni regione ha la sua anima. Sei stata in altre città italiane? Quale ti ha conquistato?

Ho vissuto a Piombino per tre mesi insegnando Inglese a bambini italiani della scuola secondaria. Era una deliziosa e piccola città sul mare ma onestamente mi sono annoiata a un certo punto e ho deciso di trasferirmi a Firenze. È stato quando ho realizzato perché amavo l’Italia così tanto. Firenze rappresenta  tutto quello che amo dell’Italia: bellezza, buon cibo, il linguaggio, il clima. Amo la mentalità fiorentina. Gli altri Italiani dicono che sono un po’ chiusi ma io rispondo sempre: “qual è il tuo modo di approcciarli?”. Io parlo con chiunque e conosco così tanta gente qui che mi sembra un piccolo villaggio. Che è quello che realmente è!

So che sei appassionata di lingue e che hai insegnato Inglese come lingua straniera. In che modo ti sei accostata all'apprendimento dell’Italiano? Hai studiato Italiano prima di trasferirti in Italia?

Si, amo ogni cosa sia collegata alle lingue e Inglese e Italiano sono le mie lingue preferite. Ho seguito due corsi di Italiano in Olanda e ho fatto un corso di due settimane a Firenze. Quindi ho studiato qui per cinque mesi mentre lavoravo ad una scuola come segretaria. Si è trattato di una vera immersione totale. Imparare una nuova lingua è come buttarsi continuamente. Hai bisogno di osare e fare errori perché questo è il modo in cui riuscirai a comunicare alla fine. Sii disposto a metterti in ridicolo e andrai avanti. Quando adesso insegno Inglese, faccio molta attività di coaching nel farlo. Il 50% è conoscenza linguistica, il 50% è il coraggio di parlare.

Qual è la tua parola italiana preferita e perché?

Ni. Quale altra lingua ha una parola per dire contemporaneamente no e si? Rappresenta tutte le possibilità che ci sono in Italia; non è mai solo bianco o nero. Questo potrebbe essere visto come qualcosa di negativo ma io ci voglio vedere solo l’aspetto positivo e intenderlo come un tratto di flessibilità che noi stressati nordeuropei potremmo davvero imparare a gestire.

C’è qualcosa che vuoi aggiungere?

Che sono per la positività e per mettere insieme le donne in modo che possano fare amicizia, condividere le loro storie e promuovere quello che le appassiona. Lo faccio nel mio gruppo The YES Woman e durante i nostri incontri a Firenze. Unisciti al gruppo se pensi che sia d’ispirazione. Inoltre, una prima sessione con me è sempre gratuita. Se stai considerando di trasferirti in Italia ma ti senti bloccato dai “se” e dai “come” e hai bisogno di un supporto pratico e mentale per fare il salto, contattami qui.

Grazie e buona fortuna con il tuo grande e coraggioso sogno di lanciare la tua scuola di Italiano. Niente è impossibile.

Solo per veri appassionati. Intervista con la blogger Ishita Sood

La prima cosa di cui ci si rende conto leggendo il sito www.ishitasood.com è che la sua fondatrice è “un’amante di tutte le cose italiane”. Lo stesso nome del blog Italophilia la dice lunga su Ishita. Come italiana sono molto curiosa di capire cosa l’ha fatta innamorare così dell’Italia. Scopriamolo insieme.

So che non sei una semplice turista ma dividi il tuo tempo tra l’Italia e l’India. Com’è scoppiato questo amore per l’Italia?

Ciao Emanuela! Io vengo dall’India e lavoro a Delhi. La mia storia d’amore con l’Italia è cominciata molti anni fa quando l’ho visitata per la prima volta. Ho sentito immediatamente una connessione con il paese, la cultura e la gente. Dopo allora, non ci sono stati ripensamenti. Visitare l’Italia è il mio obiettivo di ogni anno e di ogni qualvolta sia possibile.

Normalmente quanto tempo trascorri in Italia? Pianifichi di visitare città diverse ogni volta o soggiorni sempre nella stessa città e da qui ti sposti per visitare altri posti lungo lo Stivale?

Di solito mi fermo tre settimane, sebbene il mio viaggio più breve sia stato di 5 giorni nel 2016 per il Festival della Letteratura di Mantova. Mi sono offerta volontaria per quei cinque giorni e ho esplorato l’Austria e l’Ungheria subito dopo. Normalmente provo a vedere due nuove città in ogni viaggio. Non faccio viaggi affrettati. Di solito scelgo bei posti dove posso godere della vita locale e assaggiare buon cibo.


When I am in Italy, I love to observe the locals and catch a few extra words for my Italian vocabulary. I try to talk to anyone I can especially the Barista at the bar. Italians usually are a friendly and curious bunch of people and will make you feel comfortable.
— Ishita Sood - Italy Travel: Things to Know

Nel 2015 hai deciso di imparare l’Italiano. Secondo la tua esperienza, quale metodo può risultare più efficace?


L’Italiano è tutta un’altra storia per me perché la mia madrelingua, l’Hindi, non ci assomiglia in alcun modo. Ma durante gli ultimi mesi ho capito che il modo migliore per imparare una lingua sia parlarla più spesso, anche con sé stessi. Inoltre, guardare film italiani e ascoltare musica può rivelarsi molto utile. In qualche modo non mi accorgo nemmeno di conoscere i testi delle canzoni ma ascoltarle ripetutamente mi aiuta molto, oltre ai metodi di studio più tradizionali.

C’è una frase nel tuo blog che mi ha fatto sorridere: “L’Italia è un paese pieno di gente meravigliosa, fanno di tutto pur di aiutarti. Mi è capitato tante volte di essere aiutata da un completo estraneo per piccole o grandi cose. Questo è ciò che rende il viaggio memorabile e fa sì che tu voglia continuare a tornarci”. Puoi raccontarci uno di questi aneddoti?

Infatti è così e uno di questi aneddoti che porterò con me per sempre è legato alla mia esperienza di viaggio da Orvieto a Perugia. Ero stata bloccata da due uomini malintenzionati e interessati alla mia valigia e ai miei averi alla stazione di Orvieto. Per fortuna però ero riuscita ad allontanarmi e avevo trovato rifugio con una coppia che stava seduta dentro la stazione. Il mio treno era in ritardo di un’ora e io ero preoccupata ma quella coppia di Italiani rimase con me per tutto il tempo. Non conoscevano l’inglese ma in qualche modo riuscivano a capirmi e si assicurarono che potessi raggiungere Perugia in sicurezza. Mi aiutarono con il mio viaggio, fecero in modo di sedersi accanto a me in treno, mi fornirono i numeri dei taxi e addirittura scesero dal treno per salutarmi e assicurarsi che non fossi spaventata. Se non fosse stato per loro, avrei potuto trovarmi in un pasticcio. È così bello incontrare Italiani gentili!

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Sei una lettrice avida e nel tuo blog hai elencato alcuni libri Italiani che consideri assolutamente da leggere. Quanto pensi sia utile la letteratura per conoscere la cultura Italiana?

Leggere è qualcosa che mi viene naturale. Leggo da quando sono molto giovane, forse 3 o 4 anni. Quindi, negli ultimi anni, ho privilegiato letture sulla cultura italiana o libri scritti da autori italiani. La letteratura ispira enormemente la cultura a aiuta il lettore a capire una società molto più profondamente. Ci sono alcuni aspetti dello stile di vita italiano che anche una persona che non è stata in Italia può conoscere. Per esempio, un autore può far riferimento al preparare il caffè con la caffettiera. Una cosa così italiana!

Festa dei Ceri involves the entire town and I think that is commendable because it gives a spirit of unity. Every man, woman and child; young or old, upholds the tradition and folklore behind this festival.
— Ishita Sood - The Medieval Festa dei Ceri in Gubbio

Nel tuo post The Medieval “Festa dei Ceri” In Gubbio, hai descritto questo straordinario evento storico e religioso. Cosa ti ha colpito di più? Da Nord a Sud, ci sono molte feste e tradizioni in Italia. In che modo differiscono dalle feste Indiane?

Quando ho prenotato un viaggio a Perugia per visitare la Festa dei Ceri a Gubbio, non avevo la minima idea di cosa aspettarmi, eccetto che per le foto che avevo visto online. Comunque, essere lì è stato quasi come tornare indietro nel tempo. Era surreale e trasmetteva delle emozioni che non riesco a spiegare. Ho trovato la festa molto interessante e anche un po’ insolita. Ma devo aggiungere che le feste in Italia possono essere diverse dall’India in termini di divinità ma l’animo della celebrazione è lo stesso: sostenere le tradizioni locali e apprezzare la nostra cultura. E come posso dimenticare il cibo!

Vuoi aggiungere qualcosa?

Ti ringrazio per questa opportunità di essere online con The Italian Midday. Ci vediamo presto. :)

Otto cose da sapere prima di visitare la Calabria

 Street Art in Diamante (CS)

Street Art in Diamante (CS)

Stai pensando di visitare la Calabria? Mi sembra una grande idea! Questa Regione è uno dei tesori nascosti dell'Italia. Non ci sono molte informazioni sulla Calabria in rete e le guide turistiche più popolari si limitano a menzionare la Sila, Tropea, i Bronzi di Riace a Reggio Calabria e pochi altri posti. Nonostante ciò la Calabria non aspetta altro di essere scoperta e se ne è accorto anche il New York Times che l'ha inserita tra le 52 mete da non perdere nel 2017. Perciò non farti scoraggiare dall'assenza o quasi di informazioni: una grande tradizione culinaria, spiagge paradisiache e una natura selvaggia ti stanno aspettando.

Non dove ma come

Mi propongo di condividere molti consigli di viaggio in questo blog ma oggi non voglio dirti "dove" ma "come". Ci sono alcuni aspetti della cultura e del popolo calabrese che sarebbe interessante conoscere prima di visitare la punta dello Stivale. Vediamoli insieme:

 La spiaggia della Marinella a Palmi (RC)

La spiaggia della Marinella a Palmi (RC)

1. La Calabria non è molto turistica, non aspettarti di trovare i servizi tipici dei grandi alberghi. Dovrai vivere come un abitante del posto.

2. Impara qualche frase in Italiano. Ne avrai bisogno perché in Calabria solo poca gente parla Inglese. Nei paesi più piccoli e tra le persone più adulte anche l'Italiano è parlato raramente. Il dialetto è spesso la madrelingua. Al contempo, però, la gente è molto amichevole e proverà a capirti e ad aiutarti in qualsiasi modo.

3. Non preoccuparti se la gente ti fissa. È molto probabile che tu non stia facendo nulla di sbagliato. I Calabresi sono curiosi. Tendono ad osservare le cose e la gente, soprattutto quando si tratta di qualcosa o qualcuno di nuovo. È uno strano aspetto della cultura calabrese ed è più comune nelle persone più anziane. Quindi, se ti capita di incrociare lo sguardo con qualcuno e lui continua a fissarti, semplicemente guarda altrove e fai come se niente fosse.

4. I saluti sono importanti. È uso comune dire Buongiorno o Buonasera a chiunque quando si entra in un negozio, in un bar, un ascensore o in qualsiasi altra parte. Allo stesso modo è considerata una regola di buona educazione dire qualcosa come Arrivederci quando si va via. Se vuoi saperne di più leggi questo post.

5. Non spaventarti, se la gente parla ad alta voce. Non sono arrabbiati. Si tratta di uno stereotipo ma, in fondo, è abbastanza vero. Gli Italiani, soprattutto quelli del Sud, gridano e gesticolano molto. È un modo per enfatizzare le emozioni e mostrare tutta la musicalità del linguaggio. I comportamenti violenti qui sono veramente molto rari anche se sembra come se l'intero Paese sia abitato da gente arrabbiata. Non preoccuparti e divertiti.

6. I trasporti pubblici non sono granché. Puoi usare il treno per spostarti da una città all'altra ma il modo migliore per scoprire la Calabria è con la macchina. Ci sono molti posti interessanti come spiagge, sentieri da trekking, borghi storici che possono essere raggiunti solo con l'automobile. Tieni pronte la patente e la carta di credito: ne avrai bisogno per noleggiare una macchina.

 Diversi tipi di salame calabrese

Diversi tipi di salame calabrese

7. La cucina calabrese fa ampio uso di vegetali come melanzane e peperoni. Tuttavia, se sei vegetariano, qualcuno potrebbe guardarti con sorpresa. Questo perché i Calabresi amano molto mangiare pesce come lo stoccafisso o il pescespada e sono golosissimi di carne, soprattutto di maiale che è cucinato e conservato in molti modi differenti: nduja, soppressate, salsiccie, ecc.

8. Accertati sempre di avere con te del contante. Puoi usare la carta di credito per pagare al supermercato, ma non per fare shopping nei mercati locali o nei negozi più piccoli. La Calabria è piena di botteghe dove puoi trovare di tutto. Qui solitamente puoi pagare solamente in contanti, così come nei bar o nelle rosticcerie, tipici takeaway italiani dove puoi acquistare pizza, calzoni o arancini. ecc.

Food in Italy outside the well-traveled regions.
Some of the best meals in Italy aren’t found in Rome or Tuscany, but from the southern region of Calabria. The toe of Italy’s boot is making a name for itself in food and wine circles, led by places like Ristorante Dattilo, Ristorante Ruris in Isola Capo Rizzuto and Antonio Abbruzzino in Catanzaro. Known for spicy dishes and much of the world’s supply of bergamot, Calabria is pivoting toward lighter fare, organic farming and wine made from local grapes.
— Danielle Pergament. New York Times

Detto questo, ci sono diversi tipi di itinerari che è possibile seguire per accontentare ogni tipo di visitatore. Il New York Times ha posto l'accento sulla qualità del cibo ma non resterai deluso neanche dagli altri aspetti. La Calabria è una terra ricca di storia e di tradizioni ed ha un patrimonio naturalistico d'eccezione grazie alla vicinanza di mare e montagna. Quindi cosa stai aspettando?

I giorni in cui Berta filava

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C'è un'espressione che ha spesso solleticato la mia curiosità quando ero poco più che una bambina: non sono più i tempi in cui Berta filava. Ricordo di essermi chiesta tantissime volte: "ma chi è Berta? E perché fila?"

Ci sono molte strane storie dietro questo modo di dire. Per spiegarlo, qualcuno si rifà alla letteratura medievale, altri preferiscono aneddoti storici. Io voglio raccontarvi solo una delle tante leggende popolari attorno alla figura di Berta. Secondo quanto si racconta, Berta era una vedova che viveva in povertà ma che aveva una grande devozione per il proprio Re. Un giorno la donna decise di tessere una tela sottile da regalargli. Il Monarca apprezzò molto il dono e, venuto a conoscenza delle condizioni in cui viveva la donna, decise di ricompensarla. Il Re ricoprì Berta d'oro e le garantì un futuro da benestante. Si narra che, dopo che questo gesto generoso divenne di dominio pubblico, altre persone provarono a regalare al Re filati di grande o piccolo valore ma egli rispose: "non sono più i giorni in cui Berta filava". 

Ai bei vecchi tempi 

Il tempo in cui Berta filava è, dunque, un tempo lontano e ormai andato fatto di desideri, sogni e fortuna. È un altro modo per dire "ai bei vecchi tempi". Generalmente la gente lo dice per riferirsi a qualcosa che è stato e non è più. Questa espressione si caratterizza per una punta di ironia e sottolinea un differente status rispetto al passato. Per esempio: "Quando ero più giovane, durante l'estate, andavo tutti i giorni al mare e trascorrevo le mie giornate nuotando con la maschera e pescando. Non sono più i tempi in cui Berta filava".

La canzone di Rino Gaetano

 Il cantautore Rino Gaetano

Il cantautore Rino Gaetano

E Berta filava è anche il titolo di una canzone molto amata scritta dal cantautore Rino Gaetano. Per chi di voi non lo conoscesse, Rino è famoso per la sua voce roca, la sua ironia e la sua morte tragica all'età di trent'anni. Le sue canzoni sono ancora tremendamente popolari nonostante sia scomparso nel 1981. Durante ogni falò sulla spiaggia, gli italiani cantano molti dei suoi pezzi come Il cielo è sempre più blu, Mio fratello è figlio unico, Aida, ecc.

A ogni modo, torniamo a E Berta filava. La canzone ci mostra come il verbo italiano "filare" possa avere molti significati diversi. a seconda del contesto. In ogni verso, infatti, il termine assume una connotazione differente. La ripetizione diventa quasi un indovinello perché mentre ascolti, provi a immaginare a quale dei tanti significati il cantautore voglia far riferimento. Il risultato è un testo ironico e divertente.

Filare: un verbo, tanti significati

Nel primo verso, Berta filava e filava la lana, la lana e l'amianto del vestito del santo…Il significato è "fare la tela". In questo passaggio, Berta potrebbe essere il personaggio di una fiaba o di una leggenda (come nella storia da cui ha origine il modo di dire) ma è chiaro che non lo è. Avete mai sentito parlare di un Santo vestito d'amianto?

Nel secondo verso, E Berta filava e filava con Mario, e filava con Gino. Nuovo verso, nuovo significato. Filare con qualcuno significa "intendersela, flirtare".

Nel terzo verso, E Berta filava, filava a dritto, e filava di lato. Il significato è "comportarsi bene, fare il proprio dovere". In Italiano si può dire "filare a dritto/ filare dritto" o anche "rigare dritto".

In un altro punto della canzone: Berta filava il bambino cullava cullava. Qui c'è ancora un'altra connotazione: "prestare attenzione, prestare ascolto". Spesso si usa in frasi negative: "Gli ho chiesto di aiutarmi ma non mi ha filato proprio".

Ci sono ancora altri significati che non sono inclusi nella canzone:

Filare liscio: "andare tutto bene".

Filare (a cento all’ora): "correre".

Fila via!: "Vattene"!

Filarsela: "svignarsela".

La gemma nascosta di Pentedattilo nella punta dello Stivale

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La cima composita di Monte Calvario si scorge già dalla ss 106, all’altezza di Melito Porto Salvo, praticamente dal mare. Costeggiando la fiumara di Annà e cominciando a salire, però, gli scorci diventano molto più interessanti e non si può che rimanere ammirati di fronte a un paese incastonato tra le dita di una gigantesca mano di pietra. Quasi a picco sul panorama mozzafiato dello Stretto di Messina, il borgo è tutto rivolto verso la vicina Sicilia e sembra davvero sorretto sul palmo di una mano che spunta dalla terra per proteggerlo e tenerlo in bella mostra.

Cinque dita di pietra

Il paesaggio è da cartolina. Chiunque con una buona macchina fotografica può tornare a casa con scatti suggestivi del borgo il cui fascino è già nel nome: Pentedattilo, ovvero pente daktylos, dal greco cinque dita. Ma se il panorama entusiasma, una passeggiata tra i vicoletti con le case che sorgono a ridosso della roccia arenaria e si fanno spazio in mezzo a una rigogliosa vegetazione risulta ancor più evocativa. Ciò che colpisce sono i numerosi fichi d’india, le rocce dalle forme insolite che spuntano ovunque e spesso sovrastano le case. Il paese è un paese fantasma. Abbandonato a partire dall’Ottocento, conserva intatto tutto il suo fascino.

Una piccola città fantasma dalla lunga storia

Seppur oggi disabitato, Pentedattilo ha alle spalle una lunga storia. Il paese, infatti, ha origini greche non solo nel nome. È stato fondato intorno al 600 a.C. ed era una colonia calcidese. Successivamente, è stato un fortino di controllo sulla fiumara Sant’Elia, che rappresentava un accesso alla parte alta dell’Aspromonte. Dal 1660 in poi, invece, è diventato patrimonio di famiglie nobiliari che se ne passavano il feudo in compravendite o eredità.

La mano del diavolo

Nel Settecento il paese fu sconvolto da una vicenda sanguinaria nota come la strage degli Alberti, epilogo cruento dello scontro tra due nobili famiglie che, tra spose promesse e nozze mancate, lasciarono alla spada il compito di metter fine alle loro antiche rivalità. Da questa storia, raccontata nel romanzo di Andrea Cantadori “La Tragedia di Pentidattilo”, hanno preso il via numerose leggende: le cinque dita di pietra che incorniciano il paese vengono spesso indicate come “la mano del diavolo”, a causa del sangue che in mezzo ad esse è scorso a fiumi. Ancora oggi il borgo è protagonista di storie di fantasmi che attraverso la voce del vento reclamerebbero giustizia.

Il terremoto del 1783 determinò l’inizio di uno spopolamento continuato negli anni successivi fino al completo abbandono del paese. Dei vecchi fasti rimangono tracce nei ruderi del Castello, nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo e in quella della Candelora. Un altro aspetto che fa di  Pentedattilo un posto assolutamente da visitare è il panorama ampissimo.  In un solo sguardo si riesce a osservare la vallata con il letto del fiume, lo Stretto di Messina e in fondo la Sicilia.

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Riscoprire la città fantasma

Le bellezze naturalistiche, il fascino storico e leggendario che avvolge il piccolo borgo arroccato hanno, fortunatamente, determinato negli ultimi anni l’avvio di numerose iniziative da parte di associazioni culturali volte a far rinascere Pentedattilo. Ogni anno a fine luglio, da qui parte, infatti, il “Paleariza”, festival di musica internazionale nei luoghi della calabria grecanica (http://www.paleariza.it ). Interessante è poi il Pentadattilo film festival, concorso internazionale di cortometraggi che, dal 2006, offre la possibilità di sfruttare la scenografia naturale della “mano del diavolo” a cineasti provenienti da tutto il mondo (http://www.pentedattilofilmfestival.net/ ).

Come scrivere un'email in Italiano

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Scrivere un’email è uno dei primi compiti che si trovano ad affrontare tutti gli studenti di lingua. Certificazioni di lingua italiana come il CILS o il PLIDA testano l’abilità di uno studente di scrivere un’email o un breve messaggio. Al di là di questa situazione specifica, è facile trovarsi in una situazione in cui si ha la necessità di sapere come scrivere un’email. Al giorno d’oggi le email sono comunemente usate per chiedere informazioni, candidarsi per un lavoro, fare una prenotazione, ecc.

Troppo difficile? Non tanto se segui alcune semplici regole. La prima cosa che devi sapere è che l’email è un testo con una struttura precisa. Se organizzi il tuo testo in paragrafi funzionali e usi formula di apertura e chiusura appropriate, sei già a metà strada. Qui ci sono alcune espressioni utili per ciascun paragrafo che possono essere usate per scrivere diversi tipi di email.

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Formula di Apertura

Questa parte dell’email può cambiare tanto a seconda di chi sia il destinatario. Se stai scrivendo ad un amico o a qualcuno che conosci, puoi usare Caro/Cara o semplicemente Ciao. Se, invece, non conosci il destinatario, per esempio se stai scrivendo ad un albergo a una scuola, puoi usare alcuni aggettivi prima del nome: Gentile direttore/ Gentile insegnante o Egregio direttore/ Egregio professore ed Egregia professoressa. L’ultimo è un modo di dire molto formale e, quando lo usi, devi far attenzione alla concordanza di genere, impiegando correttamente i nomi maschili e femminili. Con il nome di un’azienda dovresti usare Spettabile. Per esempio: Spettabile Scuola di Italiano.

Buongiorno e buonasera sono sempre più diffusi. In realtà sarebbero dei saluti e dovrebbero essere usati nel parlato ma le abitudini stanno cambiando. Molto spesso sono preferiti ad altre forme di apertura quando non si può semplicemente dire “ciao” perché troppo informale ma non si vuole esagerare in convenevoli. Sono una via di mezzo e una facile soluzione quando non conosciamo il nome o il genere del destinatario.

Introduzione

A questo punto puoi:

1)    Presentarti: Sono Michael; Mi chiamo Allison Bay; Mi chiamo Robert Nash e sono un ingegnere elettronico.

2)    Ringraziare l’altra persona per la corrispondenza precedente: Grazie per la tua email; Sono stata molto felice di ricevere la tua email; Non vedevo l’ora di leggere tue notizie; ecc.

3)    Scusarti: Scusa se non ho risposto prima ma sono stato molto impegnato/a; È passato tanto tempo dall’ultima volta che ti ho scritto, ho avuto molto da fare ultimamente; ecc.

Corpo dell’email

Questa è la parte principale dell’email. Qui puoi spiegare la ragione per cui scrivi: Scrivo perché vorrei qualche informazione sui vostri corsi di italiano; Vorrei prenotare una camera; Scrivo per presentare la mia candidatura per il posto di…; ecc.

Formula di Congedo

Alla fine puoi usare Fammi sapere; Un abbraccio; A presto. Nelle email più formali puoi scegliere tra Distinti saluti e Cordiali saluti.

203 Travel Challenges in Italia. Intervista con la travel blogger Maria Angelova

Maria Angelova è uno dei fondatori del sito 203challenges.com e la sua caporedattrice. Si definisce come “un disastro viaggiante attorno al mondo”. Io penso invece sia una blogger talentuosa e amo le sue descrizioni accurate. Ha vissuto in Italia per un po’ e le ho chiesto di raccontarci qualcosa della sua esperienza italiana.

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Alcune piccole città in Italia sono reperti rari - interi mondi con incredibili storie e segreti!
— Maria Angelova, 5 Unique Little Towns in Italy for True Explorers

Mi è molto piaciuto il post “5 unique little towns in Italy for true explorers” (Cinque piccole e uniche città in Italia per veri esploratori). Chiunque nel mondo conosce Roma, Firenze o Napoli ma c’è molto da vedere lungo lo Stivale. Come consideri queste gemme nascoste dell’Italia?

Come chiunque abbia vissuto in una piccola città per un po’, le trovo molto differenti. In una piccola città quasi nessuno parla Inglese ma la gente è più disponibile ad aiutarti. Non c’è un centro turistico ufficiale ma chi ci vive vorrà mostrarti i posti migliori e raccontarti le interessanti storie che li riguardano. Non ci sono ristoranti famosi ma il tuo vicino potrebbe invitarti per una cena e insegnarti come preparare il Tiramisu perfetto.

Concentriamoci sul linguaggio. So che hai vissuto in Italia per 6 mesi. Quando ti sei trasferita in Italia, conoscevi un po’ di Italiano? Hai avuto qualche problema a comunicare con i residenti? Se hai studiato Italiano, qual è la cosa più difficile da imparare?

La prima volta che ho messo piede in Italia, sapevo dire solo “Buongiorno” e “Grazie” ma vivere in una piccola città lontana dai circuiti turistici mi ha aiutato molto nella mia missione di imparare l’Italiano. Semplicemente non avevo scelta. I miei professori di Università erano gentili e comprensivi, il mio padrone di casa era amichevole, e tutte le anziane signore provavano a spiegarmi qualcosa di importante. Tutti sono stati parte del mio processo di apprendimento. Vivere in Abruzzo è il motivo per cui ho imparato subito un po’ di dialetto ma questa è la parte migliore della lingua italiana: tutti questi suoni e queste parole differenti. Viaggi per il paese e scopri nuovi modi di dire la stessa cosa.

 Maria in Thiesi, Sardinia.

Maria in Thiesi, Sardinia.

L’Italia accoglie milioni di turisti ogni anno, ma non ti aspettare che gli Italiani parlino Inglese. Prima di andare è meglio annotarsi alcune frasi utili in Italiano. Gli Italiani sono sinceramente lusingati quando un visitatore straniero fa lo sforzo di parlare la loro lingua e ti apriranno il loro cuore.
— Maria Angelova, 222 Honest Travel Tips for Italy

Seguendo lo spirito del tuo sito, qual è la più grande sfida che hai affrontato in Italia?

L’Italia è il paese dove puoi mettere in atto le tue idee più folli e sarai sempre sorpresa del risultato. Il mio amore per l’Italia è sbocciato nel 2009 e la mia più grande sfida (perché dura tutta la vita) è visitarla ogni singolo anno della mia vita. Finora, l’ho fatto per otto anni di seguito.

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C’è qualcosa che vuoi aggiungere?

Voglio esortare tutti quelli che mi leggeranno a scoprire una storia meravigliosa nel loro prossimo viaggio (un’affascinante legenda locale, la storia del macellaio di una piccola città, o la storia del proprio pittore preferito che può essere utilizzata come prossimo itinerario di viaggio).

 

LE 3 CARATTERISTICHE CHE TI RENDONO LO STUDENTE DI LINGUE IDEALE

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Pensiamo tutti che il momento migliore per imparare una lingua straniera sia da bambini. Ma quanto c’è di vero in questa affermazione? E come gestire l’apprendimento di una lingua straniera da adulti?

Si può imparare ad ogni età.

È indubbio il fatto che l’esposizione ad una lingua straniera prima dei dieci anni conduca a un tasso di successo molto alto. Ma a questa affermazione bisogna far seguire una serie di considerazioni. Prima di tutto va rilevato come la ricerca neurolinguistica, negli ultimi anni, abbia evidenziato il fatto che non esiste un’età in cui è impossibile apprendere una nuova lingua. Per quanto il cervello dell’uomo si modifichi col passare degli anni, esso è sempre in grado di apprendere un nuovo sistema linguistico. Anzi, le fasi intermedie di apprendimento di una nuova lingua sono le stesse indipendentemente dall’età e dalla L1.

Detto questo, è chiaro che rimangono alcune importanti differenze. Ma non sono solo a vantaggio dei più piccoli. Vediamo quali sono le caratteristiche che rendono un adulto l’apprendente ideale:

1) Velocità di apprendimento.

Tra i luoghi comuni più diffusi, c’è quello che vuole i bambini più veloci nell’imparare una nuova lingua. In realtà, gli studi hanno condotto a un risultato quasi opposto. I bambini raggiungono livelli più elevati di competenza in periodi più prolungati di esposizione alla L2 ma, sul breve periodo, vengono facilmente superati dagli adulti. Che vuol dire? Vuol dire che se mettiamo a contatto con una lingua straniera un bambino e un adulto, vedremo che l’adulto sarà in grado di raggiungere più velocemente un livello base. E questo perché potrà fare affidamento a un maggiore complessità cognitiva e a una maggiore consapevolezza linguistica. Sembra assurdo ma è così. D’altra parte quando parliamo di persone bilingui, consideriamo persone che sono esposte a due sistemi linguistici dalla nascita fino alla maturazione, e quindi persone che hanno un periodo di contatto con la lingua straniera per 15/16 anni o anche di più. Mettiamo il caso di un bambino che viene a contatto con la lingua straniera per un paio di anni al massimo: facciamo dai sei agli otto anni. Siamo sicuri che ricorderà di più di quanto non possa ricordare un adulto che studia una lingua per due anni?

2) Non c’è solo la pronuncia.

Sappiamo tutti ed è impossibile negare quanto un bambino sia in grado di acquisire l’apparato fonologico di una lingua. Tutti gli studi dimostrano che la fonologia è l’aspetto più sensibile all’età dell’apprendente: esiste una soglia temporale dopo la quale risulta difficile acquisire la pronuncia nativa di una seconda lingua. Ma dobbiamo tenere in considerazione due aspetti. Il primo è che è più difficile ma non impossibile. Il secondo è che non esiste solo la pronuncia. Il fatto di non riuscire a camuffare il proprio accento non incide sulla nostra capacità di comunicare nella L2. Anzi, non so voi ma io guardo con molta simpatia a chi sfoggia il proprio accento inglese, o spagnolo, o altro mentre parla Italiano. Io stessa, seppur non me ne renda conto, sono sicura di parlare Inglese con un marcato accento italiano. Il fatto è: chi se ne frega! Fa parte della mia identità, non me ne vergogno. Al contrario mi dà molto fastidio quando mi accorgo di aver detto male qualche parola, o aver fatto errori grammaticali (e ne faccio, oh sì se ne faccio!). Ma ecco la buona notizia: secondo la psicolinguistica moderna la morfologia, la sintassi e il lessico vengono acquisiti a tutte le età e spesso anche con più successo negli adulti. Se poi a questo aggiungiamo il fatto che in la pronuncia dell'Italiano sia molto semplice da imparare...

3) La motivazione.

 Opera

Opera

Per ottenere buoni risultati, si sa, occorre essere motivati. E in questo gli adulti non possono che avere una marcia in più. I bambini sono avvantaggiati solo quando la L2 è appresa in contesto naturale: si trasferiscono in un nuovo paese e si trovano a parlare due lingue: una in casa e l’altra a scuola. Sono mossi dal desiderio di interagire con il gruppo dei pari. Non percepiscono invece l’utilità o l’importanza di conoscere una o più lingue straniere quando non sono posti di fronte a una necessità di socializzazione e imparano altre lingue per scelta dei genitori o perché previste dal curriculo scolastico. Per un adulto la situazione è diversa. Un adulto impara l’italiano per rispondere a una ragione specifica che conosce bene e che sarà alla base di tutti i suoi progressi. Per quanto io sia convinta che si tratti sempre di un bisogno e mai solo di un piacere. Non si studia Italiano solo perché è una lingua musicale ma perché abbiamo in progetto di trasferirci in Italia; o perché abbiamo origini italiane e siamo affascinati dalla lingua e dalla cultura dei nostri nonni: o ancora perché siamo appassionati di cucina o di musica lirica e l’Italiano ci serve per “saperne di più”. La lingua è sempre un mezzo. Non impareremmo una nuova lingua se la nostra ci consentisse di fare tutto quello che vogliamo.

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Vantaggi dell'apprendimento linguistico

Quando si spinge per iniziare lo studio di una lingua sin da bambini non è perché poi non si possa più imparare ma perché ci sono alcune competenze che, se coltivate già da piccoli, possono essere portati a livelli di competenza maggiore con meno fatica.

Detto questo, non ha senso mettere come punto di arrivo il parlante nativo ideale. Considerate che, per esempio, in Italia quasi nessuno ha una pronuncia perfetta. Giusto i professionisti della comunicazione: giornalisti radio o tv e gli attori. Tutti gli altri portano con sé il proprio accento regionale. Quando si impara una lingua straniera da adulti, si tiene ben presente la propria identità e si arricchiscono le competenze linguistiche in modo da interagire, viaggiare, creare relazioni, conoscere il mondo.

Ogni nuova L2 con la quale si entra in contatto (anche a livelli molto bassi) consente di migliorare il sistema linguistico nel suo complesso, con risvolti positivi anche per la propria lingua madre. Nessuno sforzo è sprecato, anche se non porta a padroneggiare pienamente la lingua che si è scelto di apprendere.

La lingua è qualcosa che ha bisogno di una pratica quotidiana. Ovviamente primi si comincia, migliori risultati si ottengono ma ancor più dell’età in cui si comincia ad imparare ha importanza il non mollare.

GRAMMATICA ITALIANA: IL GENERE DEI NOMI

Il genere dei nomi in italiano è un aspetto basilare della grammatica italiana. Quando usi un nome italiano devi sapere se è maschile o femminile in modo da concordare le altre parole che sono collegate ad esso. C’è un enorme differenza con l’Inglese o con altre lingue che non usano il genere grammaticale.

Come riconoscere a quale genere appartiene un nome?

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Per quanto riguarda i nomi di persone o animali, il genere grammaticale coincide con il genere naturale. È molto più difficile definire una regola per le cose: la scelta tra maschile e femminile sembra totalmente arbitraria. La ragione è storica. I nomi italiani conservano il genere latino.

Normalmente, una guida per riconoscere il genere di un nome ci è data dalla lettera finale. Le parole che finiscono per -o sono quasi sempre maschili. Le parole che che finiscono per – a sono quasi sempre femminili.

Femminile

cioccolata

crostata

Maschile

cappuccino

cornetto

Quando un nome finisce in -sione o -zione è femminile. Per esempio, un’occasione, una lezione. Anche quasi tutti i nomi che finiscono in -tà o tù sono femminili.

Invece, le parole che finiscono per consonante sono quasi sempre maschili: un film, un bar uno sport. Sono quasi tutti nomi con un’origine straniera.

Femminile

occasione

lezione

bontà

virtù

Maschile

film

bar

sport

computer

I nomi che finiscono in -i sono femminili (se sono singolari): la crisi, la diagnosi.

Le parole che finiscono in –e possono essere sia maschili che femminili. Per esempio, caffè è maschile mentre notte è femminile.

In questo caso, devi ricordare il genere. Un buon modo per evitare confusione è memorizzare le parole già con il loro articolo: il caffè. La notte. Con un nome maschile, usi un o il. Con un nome femminile, una o la.

L’ARTE DEL CAFFÈ: I 10 MODI PIÙ COMUNI DI BERE IL CAFFÈ IN ITALIA

 Caffè (Espresso)

In Italia puoi trovare un Cafè in quasi ogni angolo di strada. Ma fai attenzione: il suo nome italiano è Bar ed è un posto dove gli italiani vanno ogni volta che hanno bisogno di una pausa energizzante. Qui puoi trovare persone che fanno colazione la mattina presto ma anche persone che semplicemente bevono il caffè durante tutto il giorno. Il caffè italiano è un po’ diverso da quello che puoi trovare nel resto del mondo, e diverse sono anche le abitudini italiane riguardo ad esso. Per esempio, la singola parola “caffè” indica un solo tipo di caffè: espresso! Servito in una tazzina di ceramica molto calda, il caffè è ristretto e molto forte.

Non solo espresso

Se preferisci qualcosa di diverso, devi specificarlo. Puoi scegliere tra caffè macchiato, un espresso con una goccia di schiuma di latte o cappuccino, una bevanda calda preparata con espresso, latte, schiuma di latte e una spruzzata di polvere di cacao. È molto simile al macchiato ma più grande. Gli Italiani bevono il cappuccino solo per colazione e nelle prime ore della giornata, mai dopo pranzo!

 Caffè macchiato

Caffè macchiato

 Caffè nocciolato

Caffè nocciolato

 Cornetto

Cornetto

Inoltre, se vuoi una bevanda meno forte potresti prendere un decaffeinato, un espresso senza caffeina, o un ginseng, molto in voga negli ultimi tempi, più dolce e con meno caffeina. Un altro modo di prendere il caffè è corretto, un espresso con un po’ di sambuca o brandy. Se ti trovi a Napoli, ti consiglio di provare il caffè nocciolato, espresso con un cucchiaino di crema di nocciole artigianale. Durante l’estate, hai diverse alternative per contrastare le alte temperature. Per esempio la crema di caffè, simile al gelato al caffè, o il caffè freddo, espresso zuccherato e conservato freddo, o ancora una granita al caffè, normalmente servita con panna artigianale e una brioche. Ricorda: la Sicilia è il posto migliore dove assaggiare la granita!

Aroma di caffè e profumo di dolci

Per colazione, normalmente gli Italiani prendono cappuccino e cornetto. Il cornetto è un croissant con cioccolato, marmellata o crema. I Bar vendono anche altri dolci di sfoglia come trecce, saccottini e girelle. Puoi scegliere quello che preferisci. In alternativa al cornetto, puoi chiedere una fetta di torta o di crostata. A Napoli puoi anche mangiare una graffa, un particolare tipo di ciambella senza glassa ma spolverata di zucchero. La colazione italiana è totalmente dolce. Puoi anche avere un succo di frutta ma non troverai mai uova o prosciutto serviti in un bar per colazione. Molti hotel servono un tipo di colazione continentale con tutte queste cose ma è qualcosa che trovi solo negli hotel.

Caffè sospeso, caffè solidale

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Sai cosa vuol dire “caffè sospeso”? L’idea è nata a Napoli. In sostanza è un modo per offrire in modo anonimo un caffè a qualcuno che non può permettersi di pagarlo. Quando entri in un bar, puoi decidere di pagare un caffè per te e uno da tenere in sospeso per qualcuno che ne ha bisogno. Grazie ai social network, molti bar in giro per il mondo hanno aderito all’iniziativa di solidarietà.

In questo video, Denise Lawson spiega perché ha voluto introdurre questa usanza nella sua libreria nel Regno Unito.

L’intervista è in italiano ma puoi scaricare qui la trascrizione.

C'E' SEMPRE TEMPO PER UN SALUTO

L’aggettivo frenetico è una parola che mal si addice al modo di vita del Sud Italia. Non possiamo dire che i tanti impegni della vita quotidiana non affliggano anche la gente del Sud, ma la concezione e la gestione del tempo sono un po' diversi dal resto d’Europa e perfino dagli italiani del Nord Italia. In che modo? Una vita lenta è un luogo comune per tanti motivi ma prima di tutto, non importa quanto si possa essere di fretta, bisogna salutare!

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L’IMPORTANZA DI DIRE CIAO

Si saluta tutti: sia chi non si conosce che gli amici. Nel primo caso basta solo un “Buongiorno” o un “Buonasera”, un sorriso o un cenno. E gli italiani, si sa, potrebbero insegnare al mondo a parlare con le mani. Nel secondo caso, la cosa si fa un po’ più complicata a seconda di dove avviene l’incontro: se infatti ci si incontra in un luogo pubblico o a piedi, è usanza una stretta di mano o dei baci sulle guance. In genere, ci si chiede come va e si scambiano due chiacchiere. Se si è in locale pubblico, è probabile che qualcuno offra all’altro un caffè o qualcosa da bere, mentre se si è in macchina non è inusuale vedere la gente accostare per qualche minuto, creando a volte qualche ingorgo. Tutto questo perché i saluti non sono solo dei convenevoli, delle formalità da rispettare per mostrare buona educazione ma rappresentano un modo per tenere vivi i rapporti sociali. Sono l’espressione del nostro interesse alla vita dell’altro e della nostra volontà di condividere la nostra esistenza. Al Sud nessuno è un’isola. I saluti non sprecano il tuo tempo ma lo rendono migliore.

SALUTI: QUALI SONO I PIU' COMUNI E QUANDO SI USANO

In italiano possiamo scegliere tra molte forme di saluto. Quello più conosciuto nel mondo è sicuramente Ciao. Questa parola, oggi usata amichevolmente e in modo informale, deriva in realtà da un saluto cerimonioso inizialmente diffuso solo nel norditalia “schiao”, ovvero “schiavo”. Era un saluto in uso in antichità e voleva significare “a vostra disposizione”, ”schiavo vostro”. Oggi ha perso quel significato, si usa con parenti e amici e quando ci si rivolge a bambini o ragazzi. Si dice Ciao sia quando si arriva che quando si va via.

Salve, buongiorno e buonasera sono saluti più formali, che si usano cioè con persone che non si conoscono o che si conoscono poco. Si utilizzano solo in fase iniziale e non per congedarsi. In realtà, capita di dire buongiorno anche a persone con cui si è più in confidenza quando li si sente o li si incontra presto. Lo si dice con il significato di buon risveglio o, letteralmente, di buona giornata. Non è un convenevole ma proprio un augurio. Per congedarsi, invece, a livello formale si usa arrivederci.

Trasversale al registro formale e informale è infine buonanotte, che si usa prima di andare a dormire.

Conosci quali sono i principali saluti italiani? Se vuoi approfondire o dare una rinfrescata clicca qui.

STARE A MOLLO

STAREAMOLLO

Ci sono molti modi di fare il bagno a mare. Potresti essere una persona dinamica e non vedere l’ora di andare a mare per nuotare, fare snorkeling o surf. Oppure potresti essere all’opposto. Ti potrebbe piacere andare a mare solo per metterti in acqua e stare fermo.

In italiano, quest’ultima possibilità si dice STARE A MOLLO

In questi giorni, L’Italia è stata colpita da una forte ondata di caldo con temperature che hanno raggiunto i 40 gradi.

In condizioni come queste, vorrei stare a mollo tutto il giorno!

Puoi usare l’espressione STARE A MOLLO anche riferendoti a cose o alimenti. In questo caso, è più comune una versione leggermente differente: TENERE A MOLLO.

Per esempio:

Tieni a mollo i piatti prima di lavarli.

Il macellaio mi ha consigliato di tenere a mollo la carne prima di cucinarla.

VUOI IMPARARE VELOCEMENTE? FAI IL PAPPAGALLO!

Imparare una nuova lingua è un percorso affascinante ma spesso lungo e tortuoso. Si tratta prima di tutto di una sfida con noi stessi, con la nostra memoria e con la nostra capacità di adattare il nostro pensiero a nuovi costrutti.

Quando ci troviamo di fronte a qualcosa che non conosciamo (che sia una lingua o una nuova abilità come decorare con il decoupage) il modo più veloce per padroneggiarla non è fare appello alla nostra creatività ma piuttosto al nostro istinto emulativo.  Perciò non abbiate paura di essere accusati di plagio: copiate, imitate e ripetete quanto volete imparare fino a quando non lo avrete fatto vostro. In poche parole, fate i pappagalli!

IL MODO MIGLIORE PER PRENDERE NOTA ED ALLENARE LA TUA MEMORIA

Una volta era il taccuino moleskine, una penna, la curiosità di appuntare le parole nuove e la costanza di ripeterle nei momenti liberi. Ma in quanto animali digitali, vi consiglierò di conservare curiosità e costanza e buttare carta e penna. Su Google play e in App store trovate un’app semplice, intuitiva e particolarmente adatta agli aspiranti pappagalli moderni: Teach Pablo.

CREA E CONDIVIDI LE TUE LISTE DI PAROLE GRATIS

Teach Pablo è un’app gratuita che consente a chiunque di prender nota di parole ed espressioni nuove sul proprio smartphone. È come avere con sé il proprio taccuino ma senza la seccatura di portarlo in tasca. Ma non solo. È la logica del semplice esercizio di memoria arricchita con qualche optional: oltre a scrivere la parola e la sua traduzione, è anche possibile registrare un breve audio per ricordarne la pronuncia e, inoltre, è possibile decidere se

1 - studiare da soli;

2 – condividere le proprie liste con un compagno o un insegnante che lavori assieme a noi alla costruzione e al miglioramento della lista;

3 - condividere la propria lista come contenuto bloccato (e questo è utile soprattutto per insegnanti o tutor).

MA BASTA IL LESSICO PER IMPARARE UNA LINGUA?

Certo che no. Il lessico costituisce solo una delle tante competenze che dobbiamo acquisire per riuscire ad avanzare nell’apprendimento linguistico. Tuttavia, esercitare la memoria a ricordare parole e frasi rappresenta un passaggio fondamentale se non centrale. Parafrasando Stephen Krashen, quando si va in un paese straniero si porta con sé un vocabolario, non certo un libro di grammatica.

E SE NON SAI DA DOVE COMINCIARE

Teach Pablo consente un’elevata personalizzazione ma se non sai da dove cominciare o semplicemente vuoi avere delle liste di vocabolario base che ti aiutino a cavartela nelle varie situazioni, dai un’occhiata al materiale che ho preparato per te. Liste bell’e pronte suddivise per contesti comunicativi e livello di conoscenza con tanto di pronuncia italiana originale e inglese. Facile, no?

QUANDO LE PULCI HANNO LA TOSSE

Vi è mai capitato di sentire il rumore di una pulce che tossisce? No? Eppure nel Sud Italia puru i pulici hannu a tussi! Ovvero, tradotto in italiano, anche le pulci hanno la tosse. Il nostro viaggio nella cultura italiana e del Sud in particolare, non può prescindere dal considerare la saggezza popolare che si manifesta con tutta la sua carica creativa nell’abbondanza di proverbi dialettali incisivi, ironici e fortemente immaginifici. Ma cosa vuol dire questo detto?

CHI È LA PULCE?

In questo caso, per pulce si intende una persona di poca importanza, piccola e la cui opinione non conta o non dovrebbe contare. Una persona cioè di cui non ci si aspetterebbe di sentire la voce su argomenti rilevanti o durante discussioni tra “grandi”.  Quando si usa questa proverbio, spesso, ci si riferisce a persone di giovane età o, rispetto a situazioni specifiche, che non hanno un ruolo tale da dargli diritto di parola.

EPPURE TOSSISCE

Nonostante questo però anche la pulce vuol farsi sentire ed esprimere la propria opinione. Si tratta, quindi di un modo di dire riferito a peccati di presunzione o alla pretesa di far ascoltare la propria opinione anche se insignificante. E tu hai mai conosciuto una pulce con la tosse?

DAL LATINO AI GIORNI NOSTRI

Questo modo di dire riprende il concetto di un proverbio dell’Antica Roma Habet et musca splenem che è un po’ come dire che anche la mosca, nel suo piccolo si incavola. Altro insetto, stesso significato. Come riporta Vittorio Pupillo nella raccolta “Proverbi. Una guida sicura per le stagioni della vita”, il detto, in forme diverse a seconda dei dialetti, si trova in tutto il Sud Italia. Avremo perciò Pure e pulice tenono a tosse in Campania, Pure li pùvece tè la tosce in Abruzzo, Puru li pulici tenane la tosse in Puglia, Macari ‘u pollici hiavi ‘a tussi in Sicilia e perfino in lingua corsa ancu e puce hanu a tosse.